Una pioggia di smentite e una strascico di  polemiche che fatica a spegnersi. Anzi. Al Nazareno la chiamano già la 'guerra dei contributi' e a scatenarla è stata la lettera che il  tesoriere Francesco Bonifazi ha inviato ai capigruppo e al presidente  del partito. "Una situazione incresciosa, ingiustificabile", scrive  Bonifazi che rivendica il successo del 2xmille, mentre "sul fronte  delle contribuzioni dei nostri colleghi raggiungiamo risultati che con un eufemismo definirei grotteschi".       

Nella lista dei 'morosi', con una media che sarebbe di 8-10mila euro a testa, sono finiti alcuni Big del partito come Graziano Delrio, Matteo Richetti e Andrea Orlando ma anche diversi parlamentari come Antonello Giacomelli, Enza Bruno Bossio, Maria Chiara Gadda, Chiara Gribaudo,  Ernesto Magorno, Daniele Manca, Franco Mirabelli. Tutti hanno smentito di avere pendenze con il Nazareno.       

Però dal partito si spiega che il 'buco' sarebbe intorno ai 500mila  euro e dovuto non tanto al contributo fisso che i parlamentari sono  tenuti a versare (1500 euro al mese al Nazareno più una quota alla  federazione locale di appartenenza),ma all'una tantum di 10mila euro  dovuta dai candidati nelle liste plurinominali. Parte di questi  versamenti, tra l'altro, dovrebbe essere utilizzata per il fondo 'pro  dipendenti' del Nazareno attualmente in cassa integrazione. Mentre  all'orizzonte c'è l'impegno delle primarie, circa 7mila gazebo in  tutta Italia e un esborso intorno al 600mila euro.   

Nei gruppi parlamentari, però, la tensione è salita alle stelle. Alla Camera, tra l'altro, la lettera del tesoriere ad oggi  risultava ancora non pervenuta. "Non si capisce bene per quale motivo  il confronto sui dati dei versamenti fra il tesoriere e i parlamentari debba avvenire a mezzo stampa", ha lamentato il capogruppo Graziano  Delrio ammettendo delle "discontinuità" nei suoi versamenti  "recuperate nei tempi già previsti". Giacomelli, chiarendo di aver  versato tutto, ha chiesto una Assemblea per parlare anche "della  relazione fra tesoreria del partito e gruppi parlamentari".       

Orlando, anche lui spiegando di aver versato il dovuto, ha chiesto di  "aprire una discussione sull'utilizzo delle risorse in questi anni".  Per Mirabelli, "chi amministra un patrimonio comune dovrebbe mostrare  più attenzione, rispetto e lealtà verso chi vi contribuisce". A  palazzo Madama sarebbero solo quattro i presunti morosi. Presunti  perchè tutti hanno spiegato di non avere pendenze. Uno dei più duri è  stato Richetti, che su Facebook ha anche pubblicato copia dei bonifici versati al partito: "Sto valutando se querelare". Poi ha aggiunto: "A  chi nel mio partito pensa di infangarmi con qualche falsa notizia,  vorrei rispondere che su di lui non servono false notizie, il fango lo porta dentro".       

Ma la più decisa a puntare il dito contro Bonifazi è stata però la  Bruno Bossio, anche lei premettendo di essere in regola. Per la  deputata dem "si pone una questione etica sulla conduzione della  tesoreria del partito. Sospenderò, pertanto, dal prossimo mese il rid  bancario che automaticamente versa 1500 euro dal mio conto su quello  del Pd nazionale fino a quando non sarà sostituito l'attuale tesoriere che evidentemente utilizza il suo ruolo per fare battaglia politica e  soprattutto sfregiare la comunità del Partito democratico".                                                

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