La grana è scoppiata di prima mattina. Via  social, ovviamente. Lo strumento più amato da Carlo Calenda. La  notizia di un documento degli eurodeputati Pd per le europee ha fatto  sfiorare lo strappo tra l'ex-ministro allo Sviluppo e i vertici dem.  Tensione con Nicola Zingaretti, in particolare.       

Calenda attacca su twitter e punta il dito contro Zingaretti. "Oggi  andrò alla convenzione Pd. Se il documento dei parlamentari europei Pd rimaneggiato nelle ultime ore da Goffredo Bettini (sostenitore di  Zingaretti, ndr) si confermerà nei contenuti come un'operazione  costruita contro #SiamoEuropei ne prenderò atto. Non possiamo  combattere su 10 fronti. #chiarezza".       

A calmare le acque, a quanto si apprende, sarebbe stata una telefonata tra i due. Gli effetti si sono visti dal palco. Zingaretti che  definisce il Manifesto di Calenda uno "straordinario contributo alla  sfida che abbiamo davanti", rispetto al quale il Pd deve fare "uno  sforzo unitario e non chiuso e settario". E l'ex-ministro che  interviene alla Convenzione all'Ergife e non va all'attacco, anzi su  twitter dichiara 'pace fatta': "I tre candidati dopo una mattinata  diciamo così 'burrascosa' hanno confermato l'appoggio unitario a  #SiamoEuropei".    

Pace fatta? Qualche sottolineatura polemica non è  mancata negli interventi. Zingaretti nel riconoscere l'importanza  dell'iniziativa dell'ex-ministro, mette però in chiaro: "La missione  non sarà semplice, caro Carlo, e te lo dico qui davanti a tutti. C'è  uno slogan pacifista che dice: se vuoi la pace, prepara la pace. Se  vogliamo l'unità, prepariamo l'unità". Insomma, meno polemiche.       

Mentre Calenda dal canto suo rimarca come ci sia un sostegno timido al Manifesto: "Salvini ha fatto 150mila iscritti in tre ore al suo  manifesto per 'Salvini presidente'. Noi per 'Siamo europei' ci abbiamo messo due settimane... Questo avviene perchè passiamo la giornata a  fare distinguo tra noi, a dire cose che non hanno possibilità di  essere realizzate. Questa è una sfida per noi".      

  Tra i candidati è Maurizio Martina quello che si sta muovendo di più  per sostenere il progetto dell'ex-ministro. Ed è stato l'unico che ha  condiviso la proposta di Calenda (rilanciata anche oggi all'Ergife) di portare il Manifesto ai gazebo del 3 marzo perchè gli elettori possano sottoscriverlo. "Io sono d'accordo perchè anche alle primarie si  sostenga la raccolta firme per il Manifesto SiamoEuropei. Uniamo le  forze, allarghiamo il campo e costruiamo l'alternativa", ha detto  Martina. 

Per Roberto Giachetti, il terzo candidato alle primarie  di marzo, il manifesto di Calenda e quello degli eurodeputati non sono iniziative in contrasto: "Calenda, che mi ha sbeffeggiato dicendo che  facevo lo sciopero della fame e non mi sono accorto del suo testo,  dico che sull'Europa ci sono due testi che non stanno agli antipodi,  se trovassimo 10 minuti per una proposta comune sarebbe utile. Questo  dobbiamo fare. Io non mi presterò mai a scegliere uno o l'altro".       

A chiarire lo spirito del documento dei parlamentari europei è la  capodelegazione a Strasburgo, Patrizia Toia: "Capisco l'ego ma il  nostro documento non è contro Calenda, non è contro nessuno. Anzi,  diversi eurodeputati hanno pure sottoscritto il manifesto di  Calenda... Il nostro documento lo abbiamo ideato due mesi fà, quando  il Manifesto di Calenda ancora non esisteva. Non sono due documenti da mettere uno contro l'altro e spero che Calenda lo abbia compreso visto che io stessa dal palco, ma anche i candidati hanno tutti apprezzato  la sua iniziativa".      

  Toia puntualizza pure che il documento non è ascrivibile a una delle  mozioni congressuali sebbene proprio Calenda sui social lo abbia  attribuito a Goffredo Bettini, sostenitore di Nicola Zingaretti.  "Bettini? Il documento lo abbiamo studiato e limato tutti insieme.  Tutti hanno dato un loro contributo, un loro spunto. Anzi, alla fine,  in accordo con Goffredo abbiamo emendato anche alcuni passaggi che  aveva suggerito...".   

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