Matteo Renzi è rientrato a Roma ed ha  subito ripreso in mano la 'pratica' partito. Il segretario per tutta  la giornata ha lavorato alla sede del Nazareno 'mettendo la testa'  innanzi tutto sulla questioni interne. Una girandola di incontri con i big dem (Lorenzo Guerini, Ettore Rosato, Debora Serracchiani, Matteo  Orfini tra gi altri). E soprattutto con Tommaso Nannicini.        

Con l'ex sottosegretario alla presidenza, Renzi ha fatto il punto sul  programma del Pd, un tema che gli sta particolarmente a cuore. Di  primo mattino invece, appena dopo la lettura dei giornali, c'era stato il tempo di smentire "nel modo più vigoroso" le ricostruzioni secondo  le quali il segretario del Pd tiferebbe per l'ammissibilità del  referendum sull'articolo 18. Renzi ha ben chiara la forma che intende  dare al Pd da qui a breve: all'inizio della prossima settimana sarà  infatti pronta la nuova segreteria.       

Ci saranno Nannicini, il ministro Maurizio Martina con un ruolo "non  esecutivo", Piero Fassino agli Esteri. Tra i confermati, Lorenzo  Guerini. Ma ci sarà anche una "apertura ai territori" con l'ingresso  di alcuni sindaci (si parla di Giuseppe Falcomatà, Ciro Bonajuto,  Mattia Palazzi) e potrebbe esserci spazio per personalità esterne, si  fa il nome dello scrittore Gianrico Carofiglio. Sembra, invece,  tramontare l'ipotesi di un azzeramento dei parlamentati dem  attualmente in segreteria. 

- Renzi ha messo mano anche all'agenda del Pd, lavorando  alla definizione dei prossimi appuntamenti (sono in ballo il 21  gennaio la mobilitazione dei circoli e il 27-28 l'Assemblea degli  amministratori locali a Rimini). La prossima settimana Renzi, poi,  vedrà nuovamente i segretari regionali. Ma il leader dem non si è  certo limitato solo alle questioni interne, muovendo anche su altri  temi. Anche per questo, prima di tornare domani a Firenze per  festeggiare con moglie e figli il suo 42esimo compleanno, potrebbe  fare il punto con il premier Paolo Gentiloni.       

Intanto, un colpo Renzi lo ha subito battuto sulle banche. "Nessuno  può darci lezioni sulla trasparenza", ha spiegato il segretario con  alcuni suoi interlocutori. Così, il Pd ha subito presentato una  mozione in Parlamento per non apparire in retroguardia sulla questione della commissione di inchiesta.

Ma ad 'attraversare' la giornata di  Renzi al Nazareno è stato anche il tema della la legge elettorale. "La proposta del Mattarellum non è archiviata", ha spiegato in serata alla Camera Ettore Rosato.       

Formalmente, quindi, non ci sono novità. Però, Renzi ha preso atto del sostanziale 'no, grazie' delle altre forze politiche degli inviti del  Pd a ragionare sulla riforma. Quindi? "Attendiamo la Consulta", è  l'indicazione del leader Pd. I dem, però, avrebbero già individuato  l'argine sul quale costruire il dopo Italicum: il ballottaggio. "Siamo anche pronti a presentare una proposta", suggeriva in serata un  renziano di primo piano. Sino alla Consulta, però, non sarà certo il  Pd a forzare la mano. Dopo il 24 gennaio, si vedrà.