Le anticipazione del libro di Matteo Renzi  'Avanti' sulle prime pagine di molti dei principali quotidiani  italiani. Ogni giornale riporta un brano firmato dal leader del Pd  'intonato' ai temi più seguiti della testata. Va, ad esempio, a 'Il  Sole 24 Ore', in linea con la specificità del quotidiano, il brano su  deficit e Ue; a 'Libero', che al tema ha dedicato a suo tempo ampio  spazio, quanto Renzi scrive sulla vicenda dei marò.       

Efficacemente riassuntivi i titoli scelti dai quotidiani, spesso in  prima persona, fra i quali spiccano, mixando titoli interni e di  'prima', "La sfida di Renzi alla Ue: deficit al 2,9% per 5 anni" per  'Il Sole 24 Ore'; "Io e la cancelliera: un rapporto difficile" sul  'Corriere della Sera'; "Io sotto il fuoco amico della sinistra  nostalgica - D'Alema e Pisapia erano nemici dell'Ulivo" per 'la  Repubblica'; "La politica sbagliò sulla Libia" su 'La Stampa'; "Basta  errori su identità e radici" per 'Avvenire'; "Adesso basta con la  politica succube dei pm" per 'il Giornale'; "Renzi: i grand commis mi  hanno fatto la guerra" su 'Il Messaggero'; "Renzi: mai aiutato il  Giglio magico - 'Per le nomine ho scelto i migliori'" su 'QN'; "Ecco  chi incastrò i marò" su 'Libero'.     

"Matteo Renzi lancia la sfida all'Ue:  ritorno per 5 anni ai parametri di Maastricht con deficit al 2,9%.  'Così avremo a disposizione almeno 30 miliardi per i prossimi 5 anni  per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di  crescita', scrive nel libro Avanti", si legge in prima pagina su 'Il  Sole 24 ore' che oggi pubblica un'anticipazione del libro sotto il  titolo "La sfida di Renzi alla Ue: deficit al 2,9% per 5 anni".  Insomma "il segretario Pd propone uno scambio in Europa: 'Noi  abbassiamo il debito ma la strada maestra per farlo è la crescita.  Quindi abbiamo bisogno di abbassare le tasse'. Operazione sul  patrimonio con Cdp", si legge ancora sul quotidiano economico. "Una  sfida così grande - scrive poi Renzi e riporta il giornale - ha  bisogno di un governo di legislatura per negoziare un accordo duraturo a Bruxelles".       

"Per tornare credibile l'Europa torni simbolicamente in tre luoghi  fisici: a Ventotene per quel che riguarda gli ideali; a Lisbona per la strategia; a Maastricht per la direzione economica", esorta Renzi che  sull'ultimo ritorno aggiunge: "L'avvento scriteriato del Fiscal  compact nel 2012 fa del ritorno agli obiettivi di Maastricht (deficit  al 3% per avere una crescita intorno al 2%) una sorta di manifesto  progressista".      

  "Noi pensiamo -spiega Renzi - che l'Italia debba porre il veto  all'introduzione del Fiscal compact nei trattati e stabilire un  percorso a lungo termine. Un accordo forte con le istituzioni europee, rinegoziato ogni cinque anni e non ogni cinque mesi. Un accordo in cui l'Italia si impegna a ridurre ridurre il rapporto debito/Pil tramite  sia una crescita più forte, sia un'operazione sul patrimonio che la  Cassa depositi e prestiti e il ministero dell'Economia e delle Finanze hanno già studiato, sebbene debba essere perfezionata; essa potrà  essere proposta all'Unione europea solo con un accordo di legislatura  e in cambio del via libera al ritorno per almeno cinque anni ai  criteri di Maastricht con il deficit al 2,9%. Ciò permetterà al nostro paese di avere a disposizione una cifra di almeno 30 miliardi di euro  per i prossimi cinque anni per ridurre la pressione fiscale e  rimodellare le strategie di crescita. La mia proposta è semplice:  questo spazio fiscale va utilizzato tutto, e soltanto per la riduzione delle tasse, per continuare l'operazione strutturale iniziata nei  mille giorni".        (

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