Si terrà stamattina nell'aula del  Senato la discussione e il voto sulle dimissioni presentate da Augusto Minzolini (Fi). Secondo quanto si apprende da fonti dem di palazzo  Madama, il presidente del gruppo Pd Luigi Zanda chiederà il voto  palese. Lo scorso 16 marzo, l'ex direttore del Tg1 condannato con  sentenza definitiva per peculato era stato 'salvato' dalla decadenza  prevista dalla legge Severino, anche grazie a numerosi voti di  esponenti del Pd che non aveva dato indicazione di voto.       

La rischiesta di voto palese, tuttavia, rischia di risultare solo  politico-simbolica, dato che il Regolamento del Senato dispone  esplicitamente al comma 3 dell'art.113 che "sono effettuate a  scrutinio segreto le votazioni comunque riguardanti persone e le  elezioni mediante schede". Chi ha visto il senatore azzurro, lo  descrive "tranquillo" rispetto ad una richiesta da lui stesso  avanzata.       

L'aula, cioè, potrebbe persino accogliere le dimissioni, venendo meno  a quella reiezione 'di cortesia' che usa praticare almeno alla prima  votazione. E tra qualche senatore del centrodestra (o del centro in  senso lato) emerge un certo disappunto per la decisione di Minzolini  di 'sfidare' la sorte appena dopo essere stato graziato.  

Una 'vecchia volpe' come il verdiniano Vincenzo D'Anna  rileva nella mossa un "atto di ridondanza", quasi che il giornalista  abbia voluto forzare la situazione, addirittura mettendo in cattiva  luce i suoi recenti, seppur anonimi, 'soccorritori' di maggioranza e  opposizioni. Insomma, una sorta di sgarbo che "elide" l'attesa  cortesia degli inquilini di palazzo Madama. E qualche mugugno ai  sarebbe registrato persino dentro Fi.       

A seguire, l'aula dovrà pronunciarsi anche su un altro senatore, l'ex  M5S Giuseppe Vacciano, che non riesce a lasciare lo scranno pur avendo reiterato la richiesta per ben quattro volte: due nel 2015, una volta  nel 2016 e ancora il 25 gennaio scorso.      

E non è detto che la quinta possa essere la volta buona. Già, perché a sentire un rabdomante degli umori dell'aula, che vuole restare  rigorosamente non citato per nome e cognome: "secondo me Minzolini va  a casa e Vacciano resta con noi...".  

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