Angelino Alfano è pronto a svoltare a  sinistra, anche in Sicilia. Sembra a un passo, riferiscono fonti  parlamentari centriste, l'accordo tra Ap e il Pd per la presidenza  della Regione. L'intesa di carattere locale per le elezioni del 5  novembre prevede una candidatura centrista alla guida di palazzo  D'Orleans (in campo restano Giampiero D'Alia, Dore Misuraca e Giovanni La Via, ma quest'ultimo sarebbe favorito) ma avrebbe anche una  connotazione nazionale. Alfano, raccontano, avrebbe ottenuto  'garanzie' in vista delle prossime politiche.       

Le trattative sono in stato avanzato (gli emissari Dem al lavoro sono  Lorenzo Guerini e Graziano Delrio, l'ambasciatore alfaniano è Dore  Misuraca),come confermato all'Adnkronos dal coordinatore regionale di Ap nell'isola e sottosegretario alle Politiche agricole del governo  Gentiloni, Giuseppe Castiglione: ''Il dialogo con il Pd c'è, va  avanti, è positivo. E ribadiamo la nostra richiesta di una candidatura centrista alla presidenza della Regione. Queste elezioni in sono  chiaramente di carattere locale, questo non sfugge a nessuno, ma a  pochi mesi dalle politiche, con il Pd stiamo chiaramente facendo una  riflessione per costruire un percorso anche a livello nazionale''. 

- L'accordo ricalcherebbe il modello Palermo, che ha ben  figurato alle elezioni comunali nel capoluogo siciliano con uno  schieramento che va dai Dem ai Centristi per l'Europa di Pier  Ferdinando Casini. Il via libera ufficiale dovrebbe arrivare nei  prossimi giorni, ma il condizionale è d'obbligo, visto che le vicende  siciliani sono sempre state altalenanti e dal finale imprevedibile.       

Lo schema dell'alleanza, riferiscono, è tarato sul Consultellum: alla  Camera, dove lo sbarramento è al 3% e il premio va alla lista, ognuno  correrà per sè, mentre al Senato, dove il sistema delle soglie  favorisce le coalizioni (8% a chi si presenta da solo, il 3% a chi si  coalizza),il Pd e gli alfaniani correrebbero insieme quasi in ogni  Regione.       

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