"Io continuo a essere fiducioso: non tanto pensando ai leader di partito, quanto a chi ha preso i voti dai  suoi cittadini, che chiedono lavoro, meno burocrazia e più sicurezza.  Su questo sarò ottimista fino alla fine. E se governo, non governo per sei mesi, ma per cinque anni". Lo sottolinea il leader della Lega  Matteo Salvini, in conferenza stampa nella sede dell'Europarlamento a  Strasburgo.       

"Farò di tutto - continua Salvini - perché in Italia ci sia un governo per i prossimi cinque anni. Chi sosterrà la nostra proposta di governo deve impegnarsi nell'arco del primo anno di legislatura a cancellare  la legge Fornero, restituendo il diritto alla pensione a milioni di  italiani, a riportare l'aliquota fiscale al 15%, che è l'unico modo  per far ripartire l'economia nel Paese, e a permetterci di tornare a  controllare il fenomeno immigratorio, permettendo l'ingresso a chi ha  diritto, ma espellendo tutti gli altri".      

  "Se aggiungiamo la riforma della scuola e della giustizia, sulle quali stiamo lavorando, e la manovra economica da proporre a Bruxelles cui  stanno lavorando i nostri esperti, il programma per il primo anno è  questo", conclude.       

"L'euro era, è e rimane una moneta  sbagliata. Non c'è un'uscita solitaria e improvvisa possibile"  dell'Italia dalla moneta unica. "L'uscita dall'euro improvvisa e  solitaria non è auspicata né auspicabile".

- "Lavoreremo con il governo  austriaco: non siamo qui per distruggere, ma per ricostruire. Io penso che qui ci siano degli europeisti: lo ha detto anche il mio omonimo  Matteo Renzi, che pensava ad un ritorno all'Europa pre Maastricht,  alla Comunità".       

"Anche le parole - ha aggiunto - hanno il loro peso: Comunità Europea  era un conto, era una comunità di eguali; Unione Europea è qualcosa  che cancella, distrugge. Siamo i ricostruttori del vero sogno europeo. Penso che i distruttori siano quelli che siedono in Commissione  Europea in questo periodo", ha concluso.       

Matteo Renzi ha espresso in diverse occasioni critiche ai vincoli Ue  al bilancio pubblico nazionale, ma i riferimenti da lui fatti al  trattato di Maastricht negli ultimi anni esprimevano un concetto  diverso: nell'estate del 2017, nel suo libro "Avanti", propose che  l'Italia tornasse per cinque anni a rispettare il solo parametro del  3% tra deficit e Pil, mantenendo il deficit al 2,9% per cinque anni,  in modo da disporre di risorse per ridurre la pressione fiscale e  rimodellare le strategie di crescita.

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