Sconfitta annunciata, sconfitta pesante e  sconfitta, quella del centrosinistra diviso in Sicilia, che non basta  a riavvicinare le posizioni tra il Pd e le varie forze alla sua  sinistra.

Sempre più distante Mdp, con il caso Grasso che allarga  ancora la frattura. E poi la freddezza di Campo progressista. "Non è  che smaniamo di correre da Renzi. Ormai chi lo tocca muore, vista la  serie di sconfitte...", si dice in Campo progressista.      

E si spera che nel Pd "qualcuno si faccia sentire. Se c'è una  candidatura alternativa a quella di Renzi: se non ora, quando?" è la  domanda rivolta a chi ha manifestato perplessità in questi mesi da  Andrea Orlando a Dario Franceschini, compreso Romano Prodi. "Se ci  fosse in campo uno come Gentiloni sarebbe tutto un'altro film...", si  osserva.       

Giuliano Pisapia il 12 novembre terrà la sua iniziativa nazionale. Una manifestazione che si annuncia partecipata visto che si sta pensando  di spostarla dal teatro Golden al più capiente Ambra Jovinelli. "Lì  dovremo fare un passo avanti in una direzione o un'altra. O verso  un'alleanza o mantenendo ancora il nostro profilo autonomo. E mi  sentirei di dire che, per come stanno le cose, la seconda strada è  quella più verosimile", dice Marco Furfaro.       

Pisapia e i suoi lavorano a unire attorno ad un'unica  lista anche Radicali e Verdi. Pesare di più per contare di più nel  confronto con il Pd. "Ma se Renzi vuole fare il Re Sole con i  satelliti intorno, anche 'grazie, no'. Non siamo in svendita e niente  è scontato", si dice in Campo progressista citando le parole di Emma  Bonino al congresso dei Radicali. "Serve un cambio radicale di schema, di politiche".       

E resta netta, al momento, la chiusura di Mdp. Il voto in Sicilia non  ha premiato neanche i fuoriusciti dem, ma per i demoprogressisti il  dato delle elezioni siciliane conferma che con Renzi e le sue  politiche si va a sbattere. "Siamo dinanzi ad una sconfitta clamorosa  del Pd e delle sue politiche nazionali e regionali. Senza un radicale  cambiamento e senza una nuova consapevolezza degli errori fatti negli  ultimi anni dal gruppo dirigente renziano -dice Roberto Speranza- ciò  che è accaduto in Sicilia e nel municipio di Ostia sarà destinato a  ripetersi a livello nazionale".       

E Mdp, che domani riunisce la direzione, ribadisce che andrà avanti  per al sua strada: ''Nei prossimi giorni continueremo a lavorare per  radicare il nostro progetto". Gli attacchi a Pietro Grasso come  'responsabile' della sconfitta in Sicilia, di certo non hanno smussato le asprezze tra dem e Mdp che da tempo mantengono un filo con il  presidente del Senato. Gianni Cuperlo parla di 'errore' da parte del  Pd: "Quando la casa brucia bisogna bloccare i piromani e spegnere  l'incendio. Dopo il voto siciliano rinfacciarsi le colpe e' la scelta  peggiore mentre aggredire la seconda carica dello Stato aggiunge solo  confusione e offese".       

 

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