Ora si procede continuando ad "andare in  giro per la Lombardia, a parlare con la gente. Anche con molti  elettori di Liberi e uguali che, a differenza dei dirigenti, hanno  capito che qui c'è in gioco qualcosa di molto importante". Lo dice  Giorgio Gori, a 'Repubblica', dopo il no di Leu all'alleanza con il Pd per le regionali in Lombardia.      

  "Ricevo costantemente espressioni di disappunto per le scelte che  stanno facendo. Davvero quella lombarda è una partita fondamentale che vale più della regione abitata da un sesto della popolazione italiana. Ecco, mi dispiace che i dirigenti di Leu, evidentemente offuscati  dall'odio per il Pd, non lo abbiano voluto capire", spiega il  candidato governatore del dem, secondo il quale "la possibilità di  unire tutti gli elettori del centrosinistra non finisce certo qui, no. Ce la portiamo nelle urne del 4 marzo".               

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