di B.P. Il 4 marzo per la Lombardia sarà election day. Oltre le politiche come noto si voterà anche per il consiglio regionale e per il presidente o Governatore, come molti lo chiamano, della regione. Maroni ha fatto  un passo indietro e il centrodestra presenta Fontana ex sindaco di Varese. Il candidato del centrosinistra è Giorgio Gori, sindaco di Bergamo con una ricca storia professionale alle spalle in Mediaset e poi come imprenditore. Dario Violi corre per il M5s e Onorio Rosati per Leu: A sostenere Giorgio Gori sette liste: Partito Democratico; Più Europa con Emma Bonino; Lombardia Progressista; Insieme; Civica Popolare; Obiettivo Lombardia; Lista Gori. In Obiettivo Lombardia Eugenio Barlassina, avvocato 57 anni, ha accettato di commentare caldo la notizia dell’utilizzo degli indirizzi dei malati di tumore per fare campagna elettorale da parte del centrodestra, più precisamente da un sostenitore di Gallera

Barlassina, scusi che pensa di quest’ultima vicenda?

Barlassina- Non posso che riprendere quanto detto da Giorgio Gori “ “Curare i malati di tumore e poi usarne gli indirizzi per fare campagna elettorale: pensavo si trattasse di un malcostume appartenente ad un’altra epoca. E invece devo constatare che in questa regione l’ingerenza della politica sulla sanità è ancora all’ordine del giorno”. E’ una vicenda non certo edificante che sottolinea alcuni difetti della gestione precedente, in particolare nella sanità

Pensa che Gori possa farcela a diventare Governatore della Lombardia?

Barlassina- Si penso di sì, sono ottimista. Non è certo facile ma ci sono tutti gli elementi per poter vincere. Magari di poco ma vincere.

Perché crede così fermamente nella vittoria?

Barlassina- Nel centrosinistra tutti devono fare la loro parte come stiamo facendo con la nostra lista. Il mancato sostegno di Leu certo non aiuta, ma Gori è persona di qualità, per nulla improvvisato. Come sindaco di Bergamo ha dimostrato di essere un uomo capace e libero. Ci mette la faccia e in questa campagna anche migliaia di chilometri percorsi. Non solo città, ma valli, comunità montane, paesi e campagne. La Lombardia è una regione straordinaria che ha molte potenzialità e che non deve rischiare di chiudersi in una visione troppo localistica.

Cosa significa?

Barlassina- Significa che la nostra Regione è una delle più importanti d’Europa e deve correre con i primi, deve attrezzarsi per migliorare, guardare al futuro per i nostri figli e come dice la nostra campagna “fare, fare meglio” Formazione, lavoro, sostegno alle aziende, alle professioni e alle famiglie. Tutti punti centrali nel nostro programma (LEGGI I PUNTI DELLA LISTA ‘OBIETTIVO LOMBARDIA – CLICCA QUI) e che sono il nostro impegno nel sostegno a Giorgio Gori. Chi pensa che l’Europa sia solo un disturbo non ha capito dove va il mondo e non si attrezza per sfruttare le migliori opportunità di questa fase

Correre con i primi, ma la crisi ha colpito duro anche la Lombardia…

Barlassina- Esatto. E allora occorre guardare con attenzione la realtà, mettere in atto meccanismi di recupero per chi ha pagato di più e si trova in difficoltà. Correre con i primi ma attuare anche una solidarietà produttiva. Una solidarietà che aiuti e allo stesso tempo sia incentivo a rialzare la testa. Pensiamo ad esempio alla precarietà del lavoro che ci impone una riflessione su quello che è possibile fare in ambito regionale per tutelare il mondo del lavoro e dell'impresa. E' evidente che, se da un lato deve intervenire per competenza il Parlamento, dall'altro la Regione può e deve creare condizioni idonee per sostenere il lavoro.

Il programma di Obiettivo Lombardia - Gori Presidente prevede una serie di misure volte a ridurre la disoccupazione e a sostenere la famiglia e la maternità, oltre a finanziare le imprese con incentivi per le start up e la riduzione dell'imposizione fiscale per le imprese che creano posti di lavoro. Soprattutto per i giovani e gli over 50. Una regione strategica come la Lombardia deve tutelare sia i lavoratori subordinati sia quelli autonomi. Ciò consentirebbe di soddisfare un imperativo etico categorico e al tempo stesso di rendere la comunità regionale più forte e competitiva.

Lei perché ha accettato di essere in lista?

Barlassina- Perché con il mio lavoro ho avuto più occasioni di difendere aziende, lavoratori, professionisti da ingiustizie e dalle vessazioni di una burocrazia spesso inutile. Ora vorrei riuscire a portare questi temi in consiglio regionale dando impulso allo sviluppo e alla difesa delle nostre realtà produttive e sociali.  

Tornando a Gori, quali sono le caratteristiche che contribuiscono alla sua possibilità di vincere?

Barlassina- Principalmente sa ascoltare e decidere, ha costruito il suo programma ascoltando tutti. Allo stesso tempo è un uomo libero da schemi ideologici che guarda alla realtà e alle risposte concrete. Così come è stato, ed è, il sindaco di tutti i bergamaschi, vuole essere il Presidente di tutti i lombardi. Ha messo l’ascolto al primo posto e questo la gente lo percepisce. Ci sono troppe promesse ‘buttate là’, per fare sensazione, da altre forze politiche. In quanto al candidato della Lega che vorrebbe prendere il posto di Maroni mi sembra, gaffe a parte, che punti di più su una continuità senza idee, e su una poltrona che dà per scontata, che su un futuro che crei opportunità e faccia vivere meglio i Lombardi.

Alcune critiche fatte a Gori sono centrate sul suo passato di manager di Berlusconi e poi di imprenditore Che ne pensa?

Barlassina- Mi sembra che la storia sia sempre la stessa. Chi punta su quello sbaglia. Gori ha sempre dimostrato autonomia e indipendenza di pensiero. In realtà mi viene da ridere. Dovremmo dire forse che D’Alema è di Forza Italia perché ha pubblicato con Mondadori? Per favore non scherziamo e finiamola con questi giochetti da asilo.

Comunque sia sembra che Gori susciti simpatie anche a centrodestra. L’ex sindaco di Milano Albertini ha dichiarato recentemente «Votare Gori? Sono libero, ho smesso con la politica, non ho punti di vista preconcetti... non lo escludo, ci devo riflettere». Che effetto le fa?

Barlassina- Molto positivo. Questa Regione ha bisogno di uomini del fare, non di chiacchere. Gori ha dimostrato autonomia anche verso il suo stesso partito, il Pd, in occasione del referendum. Credo che questa sua capacità possa essere percepita positivamente. Se  c’è una Convergenza su Gori anche da parte di aree moderate che in passato hanno votato centrodestra io ne sono più che felice. E confermo. Gori ce la farà