"Senza una soluzione positiva della crisi  tedesca non c'è prospettiva per l'Europa. Senza una Germania stabile è impossibile immaginare qualsiasi passo avanti nell'integrazione  europea". E' la premessa attraverso la quale il senatore a vita  Giorgio Napolitano analizza, tra gli altri temi affrontati in  un'intervista alla "Repubblica", la paralisi del processo di  costruzione dell'Europa. "Quello che accade in Germania - sostiene - è il paradigma della frammentazione politica del Continente, e oggi  emergono rischi di ingovernabilità, che è uno stadio più avanzato e  preoccupante rispetto all'instabilità".       

"Il fatto - dice in proposito Napolitano - è che il tema delle  'diverse velocità' sembra dimenticato e si procede nella finzione e  nell'equivoco di una unità a 27. Non si può pensare a una più avanzata integrazione, se si pretende che i Paesi dell'euro procedano assieme a quei Paesi dell'est che sono in preda a una profonda involuzione di  destra come accade a Ungheria e Polonia".    

Secondo Napolitano "bisognerebbe avere un'area di sempre più conseguente integrazione, che si identifichi con l'eurozona, e  un'altra che si muova su binari più arretrati anziché continuare con  quella finzione che porta alla paralisi di decisioni da tempo  all'ordine del giorno dell'Unione".       

Il sorteggio con cui si è decisa la collocazione dell'Agenzia del  farmaco o l'empasse sulla sede dell'autorità bancaria, sono altri due  sintomi della paralisi decisionale. "Un'Unione che non riesce a  decidere sulla base del merito - dichiara Napolitano - ma si affida  alla monetina, e quindi alla casualità, per scegliere chi debba  ospitare l'agenzia del farmaco o l'Eba, ci mostra il punto di  decadenza e degrado del processo decisionale europeo. Una vicenda  assolutamente clamorosa, che getta un'ombra non da poco sull'attuale  leadership del Consiglio".       

Ridurre il peso del debito, selezionando  gli interventi di spesa pubblica, aumentando l'avanzo primario. Sono  le indicazioni che il senatore a vita Giorgio Napolitano 'trasmette'  alla maggioranza di governo, impegnata nell'approvazione della legge  di bilancio, alla luce delle considerazioni di recente espresse da  Mario Draghi sulla stabilità dei conti pubblici.       

"Sono giorni difficili. Non possiamo dimenticare - ricorda Napolitano  - che il nostro debito continua a  non ridursi nel rapporto col Pil e se anche verranno vantaggi dalla  ripresa non si possono attribuire alla crescita in quanto tale tutte  le virtù e le soluzioni. Si deve continuare il lavoro per ridurre il  peso del debito, selezionare in modo significativo la spesa pubblica e aumentare l'avanzo primario nella prospettiva del pareggio di  bilancio".       

"C'è sicuramente da compiacersi per la ripresa in Italia e in Europa,  che — come ha spiegato Mario Draghi nel suo discorso del 17 novembre — ha nell'eurozona caratteri di indubbia solidità e dinamismo, non  separabili dal successo delle politiche che egli ha portato avanti da  quando è divenuto Governatore della Bce".    

- "L'Italia, che non può che apprezzare in tutta la sua  ampiezza quella ricchissima analisi, deve prestare la massima  attenzione - aggiunge l'ex presidente della Repubblica - alla  conclusione del discorso del presidente Draghi: 'Andando avanti  nettamente la ripresa, questo è il momento giusto perché l'area  dell'euro affronti ulteriori sfide alla stabilità. Ciò significa  mettere in ordine le nostre case fiscali e costruire ulteriori  garanzie per il futuro: non semplicemente attendendo la crescita per  ridurre gradualmente il debito".       

"Nel momento in cui il presidente Gentiloni è impegnato nell'arduo  compito di acquisire il massimo sostegno per una non accomodante legge di bilancio - conclude Napolitano - confido che innanzitutto nell'area di centrosinistra si facciano strada scelte coerenti e sostenibili in  sede europea". 

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