Biotestamento subito, ius soli appeso a un  filo. Al Senato, come anticipato da Matteo Renzi, il Pd ha ottenuto di esaminare subito il Ddl sul fine vita. "Una priorità", ha confermato  Luigi Zanda. L'accelerazione di palazzo Madama è stata ottenuta grazie all'intesa con altri gruppi. Oltre ai grillini e a tutti quelli 'pro'  fine vita, sinistra compresa, secondo il Pd "qualcosa" potrebbe  arrivare addirittura anche da Ap, che ha dato libertà di coscienza.       

 Il governo segue passo passo le mosse del Senato e, secondo fonti  ministeriali, a questo punto è solo "un problema di tempi, non di  numeri". Il nodo è quello dei voti segreti e degli emendamenti, perchè il Ddl dovrà passare così com'è: "Una modifica riconsegna la pratica  alla Camera e se poi le modifiche sono rilevanti rischiano di  seppellirlo", ha sottolineato Andrea Orlando. A consolidare la  determinazione del Pd, anche l'atmosfera che si è respirata nella  capigruppo del Senato di oggi. Qualche renziano, a mezza bocca, nei  giorni scorsi aveva avanzato dubbi sulla correttezza di Pietro Grasso, neo leader di Liberi e uguali.       

"Oggi ogni timore è stato fugato", assicura uno dei presenti alla  riunione. Nei giorni scorsi, si apprende, c'erano stati anche dei  contatti tra il governo e il presidente del Senato, che aveva  garantito il suo impegno per una valutazione imparziale del calendario del Senato. Un impegno mantenuto, anche a fronte di un 'pressing' di  Mdp in capigruppo per spingere lo ius soli davanti a tutto. La  cittadinanza, infatti, resta l'altro nodo della fine "ordinata"  (copyright Paolo Gentiloni) della legislatura.      

 Il Pd continua a tenere la guardia alta: "Siamo  impegnati su tutti i fronti nel segno dei diritti", ha detto Maurizio  Martina assicurando che il Pd c'è. Matteo Renzi, impegnato nelle  ultime tappe del suo giro 'Destinazione Italia', oggi ha seguito le  vicende parlamentari tra un incontro e l'altro e ha dato solo una  indicazione, chiara: "Avanti sui diritti". Questo significa che il Pd  spenderà tutte le sue energie non solo per il biotestamento, ma anche  sullo ius soli. E questo "al di là delle alleanze", come da tempo  sottolinea lo stesso Renzi.       

Anche se, è noto, la cittadinanza è stata inserita da Giuliano Pisapia tra le condizioni per l'intesa con i dem. Il passaggio resta molto  delicato. Il calendario del Senato è intasato, oltre al biotestamento  in aula andranno la riforma del regolamento, i provvedimenti sui figli delle vittime del femminicidio, quello sui collaboratori di giustizia  e il Bilancio. Il tutto per finire a ridosso di Natale (il 21-22). Una corsa contro il tempo che, però, non spaventa Renzi e il Pd. "Noi la  faccia ce l'abbiamo messa, e da tempo anche, non abbiamo nulla da  perdere", dice un Big del Nazareno.       

C'è, però, un punto di cui tenere conto in questa corsa di fine  legislatura sui diritti: dalle triangolazioni di questi giorni tra  palazzo Chigi, Nazareno e Quirinale, raccontano fonti parlamentari,  sarebbe emerso con chiarezza anche in alcuni contatti delle ultime ore il 'suggerimento' del Colle a non ricorrere a voti di fiducia. Una  possibilità che Renzi, esprimendo qualche giorno fa una sua posizione  di principio, non aveva bocciato proprio perchè si tratta di diritti.   

Ma il voto di fiducia, sarebbe stato il succo del  ragionamento del Quirinale, per di più su un tema controverso in  Parlamento come lo ius soli, presenterebbe troppi rischi e un  eventuale esito negativo non aiuterebbe certo la conclusione  "ordinata" della legislatura.      

  L'intenzione dei tenere al riparo il governo dalle turbolenze di fine  legislatura ha trovato d'accordo il Nazareno, dove comunque la  determinazione anche sullo ius soli non è scemata, anzi.        

"Ne dobbiamo discutere bene, ma io andrei in aula anche senza fiducia  in modo da far emergere nomi e cognomi di chi è per i diritti e per lo ius soli. Tutto sarebbe più chiaro -spiega un dirigente di primo piano del Nazareno-. Il Pd non perderebbe certo voti, anzi".   

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