"Al tavolo del contratto tutti si dicono  d'accordo sul fatto che alcuni trattati europei siano da cambiare. Noi vogliamo da loro la certezza che ci saranno anche quando tutti ci  diranno di no. Perché ci diranno di no. E' una cosa che va messa bene  in chiaro. Non possono bastare le rassicurazioni di massima". Lo  afferma Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega, in un'intervista al Corriere della Sera.       

"C'è un'Unione Europea che non ha ancora capito che le cose sono  cambiate", dice Borghi, secondo cui "è anche un discorso di  democrazia. Abbiamo vissuto gli ultimi vent'anni nel segno del 'non  c'è alternativa'. I governi, inclusi quelli del centrodestra,  cambiavano senza mettere in discussione le ricette di Bruxelles. Ovvio che i cittadini non percepissero il cambiamento: e se c'era, era in  peggio".       

"Con noi una cosa è certa - assicura Borghi - i cittadini si  accorgeranno del cambio di passo. Perché noi non faremo finta. Non  faremo quelli che vanno in Europa e tornano dicendo 'ci hanno detto di no'". Tra le misure, "vogliamo abolire il Fiscal compact. Vogliamo  superare l'equivoco del 'non ci sono soldi', visto che la Francia è  andata avanti per dieci anni a sfondare il rapporto deficit/Pil, e  Francia e Spagna hanno il debito superiore al 60% del Pil".     

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