Da facebook - Conosco Pietro Carlomagno da qualche anno e ora che è candidato per le Elezioni regionali del 4 marzo è giunto il momento di spendere qualche parola per lui.
Fin da quando l’ho conosciuto si è dimostrato sempre un amico leale, competente e con le idee ben chiare. Abbiamo fatto tante battaglie insieme, dai gazebi ai comitati elettorali, passando per le trasferte a Roma e Firenze per portare in giro le nostre idee.
Pietro conduce da tempo le sue battaglie invece, per un servizio ferroviario migliore e per un’Europa a portata di cittadino.
Per questo il 4 marzo alle elezioni regionali con lui si può dare voce al nostro territorio.

Forza Pietro, un abbraccio e un in bocca al lupo per questa nuova sfida!

 

Due interventi di Pietro Carlomagno su ferrovie e ambiente

 

TRENORD E I PENDOLARI
Basta spostarsi verso Varese per vedere strade e treni che sembrano appartenere ad un altro mondo. L’esempio dei vagoni è lampante: soltanto l’insegna di Trenord ci accomuna a loro, per il resto non c’è davvero paragone. Iniziamo dalle cose più semplici come il pretendere una redistribuzione più equa dei treni in base all’anzianità, non tutti i nuovi da una parte e i catorci a noi, e con una manutenzione vera del materiale rotabile; migliorare la sicurezza non cancellando le corse , ma assicurando l’accesso ai treni solo per i titolari di biglietto, con tornelli alle stazioni e maggiori investimenti in impianti di videosorveglianza e totem per la segnalazione delle emergenze; portare imprese ed associazioni culturali nelle stazioni, che devono tornare ad essere luoghi di aggregazione, accogliendo nuove funzioni e servizi. Per poi passare al doveroso cambio di passo ponendo come vera priorità nella programmazione politica e di investimenti il miglioramento del trasporto pubblico, incrementando e soprattutto efficientando gli investimenti sull’ammodernamento delle linee ferroviarie, con l’eliminazione dei passaggi a livello, treni nuovi e raddoppio ferroviario.

La parola chiave è intermodalità, perché se devo invogliare le persone a prendere il treno devo fare in modo che si spostino in autonomia, trovando a destinazione metro, bus che rispettino le coincidenze, car sharing, bike sharing, strade accessibili per raggiungere le stazioni e parcheggi di interscambio che rendano fattibili l’integrazione tra servizi ferroviari e sistemi di mobilità locale, incentivandone l’uso con l’integrazione tariffaria per tutti i mezzi pubblici, abbonamenti integrati e tariffe differenziate per studenti, anziani, lavoratori, famiglie numerose e disoccupati.
Nel gioco del rimpallo, in merito al raddoppio ferroviario mai partito sulla tratta Milano Mortara, la Regione Lombardia non ha mai fatto specifica richiesta a RFI, la quale per prendere in considerazione l’intervento necessita che gli si dica di incrementare i numeri e il passaggio dei treni. Mbe non c’è che l’imbarazzo della scelta, come ad esempio deviare su Mortara parte dei treni della satura tratta Genova Milano, facendo acquisire ulteriormente peso al polo Mortarese e finalmente liberare anche dalle dissestate strade buona parte del nostro traffico merci, rendendo fattibile un’innovazione delle infrastrutture stradali con progetti meno impattanti, meno inquinanti e più scorrevoli.
Trenord

La Giunta a guida leghista ha ben pensato di premiare la scarsa capacità di gestione di Trenord estendendo il suo contratto di servizio sino al 2020 senza gara. Scaduto il contratto di Trenord nel 2020, si dovrà affidare il servizio attraverso una gara, dove gli standard di puntualità, frequenza e sicurezza saranno decisi dall’appaltante, perchè il mondo è pieno di gruppi disposti ad investire sulla gestione delle ferrovie, perché lo sanno fare e sanno rendere la gestione anche economicamente virtuosa e non in perdita e in perenne bisogno di ipersovvenzionamento pubblico. Se poi a vincere la gara sarà comunque Trenord, quantomeno saranno ridefiniti impegni, procedure di controllo e responsabilità e, soprattutto, ridefiniti i dirigenti. Infine il controllo, che non dovrà essere affidato e gestito dallo stesso controllato come invece accade oggi.

IL TEMA AMBIENTE

Le questioni ambientali non sono mai state una priorità per il centrodestra in Regione Lombardia, che ha pensato di risolvere lo smaltimento rifiuti indicando come terra di risoluzione la provincia di Pavia, che per il minor numero di abitanti su un territorio vasto è stata considerata come idonea alla proliferazione di siti dediti all’autogestione e all’autocombustione. Nessuna programmazione, nessun controllo e definizione di chiare responsabilità, nessuna cultura e formazione alla tutela dell’ambiente e, soprattutto, nessuna pianificazione di adeguato investimento.

La tematica ambientale è fortemente condizionata dalle infiltrazioni malavitose, per cui innanzitutto c’è bisogno di più stato, uno stato di diritto. Un presidio territoriale sulle aree a rischio garantito anche con la presenza dell’ESERCITO, per eliminare la libertà di movimento alle infiltrazioni malavitose e liberare le forze specializzate di polizia sulle attività investigative. Un tavolo operativo permanente con cui si istituisca un coordinamento tra Prefettura, Arpa, Ats, Comuni, Provincia, Regioni, rappresentanti delle associazioni ambientaliste ed esperti di settore, dove programmare mappature e controlli, interventi e definizioni di competenze chiare e responsabilità in solido per tutti, perché a oggi tutti sembrano più o meno coinvolti e nessuno ne risponde e nessuno è il referente. Dobbiamo istituire nell’area più inquinata d’Europa un Centro di Etica Ambientale dove ricercatori ed esperti costruiscano progettualità sostenibili per imporre una programmazione politica e d’investimenti adeguata, finanziata con fondi europei, pubblici e privati, e allo stesso tempo diventi l’indispensabile divulgatore di informazione e formazione ad una cultura ambientale che deve indottrinare e responsabilizzare ogni cittadino.

Da subito vanno rivisti, al ribasso, i limiti legati allo sversamento di sostanze inquinanti e dei fanghi utilizzati in agricoltura.
La protezione dell'ambiente non è un vincolo, ma la nostra risorsa... è la nostra qualità della vita.

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