Il diritto pubblico è un "cancro che va  eliminato", perché rende "incerta" ogni decisione che viene presa a  livello amministrativo e in questo antepone il diritto del singolo al  diritto della collettività. Con l'incertezza e la instabilità che ne  conseguono. Non usa mezzi termini Stefano Parisi, leader di Energie  per l'Italia, nel commentare  la sentenza del Tar del  Lazio che ha bocciato la nomina di direttori stranieri nei musei  italiani.       

"Il cancro che abbiamo è all'interno di tutto il processo  amministrativo: nella qualità degli uffici pubblici e nella eccessiva  complessità delle norme che fanno si che qualunque decisione venga  presa sia incerta. Dunque non solo bisogna abolire il Tar, ma  soprattutto bisogna superare il diritto amministrativo. Bisogna  passare al diritto civile all'interno delle amministrazioni pubbliche" spiega.       

"Non può più essere - sottolinea Parisi - che il diritto del singolo  possa mettere in discussione l'intera collettività. Non si può più  fare perché questo sta bloccando non solo i musei, ma anche  autostrade, aeroporti, porti, sicurezza nel lavoro. E' tutto bloccato  da questo cancro che è il nostro diritto pubblico. E' il modello  amministrativo che non funziona più". E' chiaro che "il Tar non ha  bocciato quelle assunzioni sulla base di un profilo ideologico. Lo ha  fatto perché gli atti con cui quelle assunzioni sono state fatte, cioè i concorsi, non sono perfetti dal punti di vista formale".   

 

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