Il direttore generale dell'Inps, Massimo  Cioffi, ha rassegnato le dimissioni nelle mani del ministro del  Lavoro, Giuliano Poletti, che le ha accettate e per l'Usb Pubblico  Impiego "ormai l'Istituto è nelle?sole mani di Boeri".      

  "La goccia che ha fatto traboccare il vaso di uno scontro  istituzionale al calor bianco tra i vertici dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, dovrebbe essere stata -sottolinea il sindacato- la lettera che, nei giorni scorsi, Boeri ha indirizzato al Ministro del  Lavoro per chiedergli di rimuovere il direttore generale, perché  indagato sulla vicenda legata all'evasione contributiva di 40 milioni  da parte di Enel, nel periodo in cui l'attuale direttore generale  dell'Inps era capo del personale di quell'azienda".       

"La vicenda Enel -afferma Luigi Romagnoli dell'Esecutivo nazionale Usb Pubblico Impiego- era nota a Boeri almeno dal settembre 2015, quando  Cioffi mandò per conoscenza al presidente una mail nella quale lo  informava del problema. Strano che la situazione sia precipitata  proprio mentre sta emergendo un conflitto d'interessi in capo a Boeri  per la vicenda Espresso".  

"Tolto di mezzo il direttore generale, l'Inps rimane  nelle sole mani del presidente nel momento in cui Boeri rimette in  discussione tutti gli incarichi della dirigenza apicale e mette mano  alla riorganizzazione dell'Istituto" incalza il dirigente sindacale  della Usb.        

"Il Governo -conclude Romagnoli- appare debole e ingessato in attesa  del referendum del 4 dicembre, mentre sarebbe necessario ripristinare  immediatamente il Consiglio d'Amministrazione dell'Inps e rimuovere  dall'incarico Boeri, per il suo conflitto d'interessi e per le sue  idee che mal si coniugano con l'esigenza di rilanciare la previdenza  sociale pubblica".       

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