[caption id="attachment_23886" align="alignleft" width="150"] Un momento della visita di Papa Francesco (D) nella residenza del papa emerito[/caption]

Parla Ratzinger. Il Pontefice emerito rompe per così dire la clausura e la vita nel ritiro e nella preghiera che ha scelto dopo le dimissioni e racconta i momenti salienti della sua vita e come è maturata la decisione di dimettersi dal soglio di Pietro nel libro intervista con Peter Seewald 'Ultime conversazioni' che uscirà domani in tutte le librerie con Garzanti e nelle edicole con 'Il Corriere della Sera'. "Il governo pratico non è il mio forte e questa è certo una debolezza. Ma non riesco a vedermi come un fallito", dice Benedetto XVI in un passaggio del libro intervista come riferisce il 'Corriere della Sera'.

"Ci sono stati momenti difficili, basti pensare - osserva - allo scandalo della pedofilia e del caso Williamson o anche allo scandalo Vatileaks; ma in generale è stato anche un periodo in cui molte persone hanno trovato una nuova via alla fede e c'è stato anche un grande movimento positivo". Ratzinger ribadisce poi che la sua decisione di dimettersi non è stata "una ritirata sotto la pressione degli eventi o di una fuga per l'incapacità di farvi fronte. Nessuno ha cercato di ricattarmi. Non l'avrei nemmeno permesso".

Quanto alla nomina del suo successore, Benedetto XVI dice che è stata una sorpresa: "Nessuno si aspettava lui. Io lo conoscevo, naturalmente, ma non ho pensato a lui. In questo senso è stata una grossa sorpresa. Quando ho sentito il nome, dapprima ero insicuro. Ma quando ho visto come parlava da una parte con Dio, dall'altra con gli uomini, sono stato davvero contento. E felice". Benedetto XVI affronta anche il tema della morte: "Bisogna prepararsi alla morte. Non nel senso di compiere certi atti, ma di vivere preparandosi a superare l'ultimo esame di fronte a Dio. Cerco di farlo pensando sempre che la fine si avvicina".

CONDIVIDI