L'Osservatore Romano dedica  alla scomparsa del cardinale Dionigi Tettamanzi un lungo articolo in  cui ripercorre le tappe della vita dell'arcivescovo emerito di Milano, morto dopo una lunga malattia nella Villa Sacro Cuore di Triuggio, in  Brianza, la casa di spiritualità della diocesi ambrosiana dove si era  ritirato dopo la fine del suo mandato.       

Teologo morale, Segretario Generale e Vicepresidente della Cei,  arcivescovo di Ancona-Osimo, poi di Genova e infine di Milano,  successore di Carlo Maria Martini, Dionigi Tettamanzi è stato in  questi decenni uno dei protagonisti della vita della Chiesa italiana.      

  Nato a Renate, nel territorio della provincia e dell'arcidiocesi di  Milano, il 14 marzo 1934, all'età di 11 anni era entrato nel seminario diocesano ''San Pietro'' di Seveso, dove aveva iniziato gli studi,  completati poi nel seminario di Venegono Inferiore. Qui aveva  frequentato anche i corsi di teologia, fino alla licenza ottenuta nel  1957. Il 28 giugno dello stesso anno era stato ordinato sacerdote  dall'arcivescovo Giovanni Battista Montini e, pochi mesi dopo, inviato al Pontificio seminario lombardo di Roma, dove era rimasto per due  anni, frequentando la Pontificia università Gregoriana.       

Conseguito il dottorato in sacra teologia con una tesi  su 'Il dovere dell'apostolato dei laici', era rientrato in diocesi  come professore di discipline teologiche ai chierici prefetti nei  seminari minori di Masnago e di Seveso, dove aveva risieduto fino  all'autunno del 1966.      

  Trasferito al seminario maggiore di Venegono Inferiore, per oltre  vent'anni vi aveva insegnato morale fondamentale e tenuto i corsi sui  sacramenti del matrimonio e della penitenza. Nello stesso periodo  aveva insegnato teologia pastorale a Milano, sia presso l'Istituto  sacerdotale Maria Immacolata sia presso l'Istituto regionale lombardo  di pastorale. Aveva tenuto corsi di morale anche presso il seminario  teologico dei comboniani a Venegono Superiore, l'Istituto teologico  fiorentino e il Pontificio Istituto missioni estere di Milano.       

Nel suo insegnamento vasta è stata la gamma dei temi trattati, tra i  quali risaltano le questioni di morale fondamentale accanto a quelle  di morale speciale, con una preferenza per l'ambito del matrimonio,  della famiglia, della sessualità e della bioetica. All'intensa  attività accademica aveva unito la partecipazione a incontri,  convegni, corsi di aggiornamento teologico-pastorale per sacerdoti e  laici in Italia e all'estero.  

Tutto ciò non lo aveva distolto dall'attività pastorale  diretta, da lui sempre amata ed esercitata sia svolgendo il servizio  domenicale nelle parrocchie, sia dedicandosi alla predicazione, alla  conduzione di ritiri e di esercizi spirituali, alla direzione  spirituale, soprattutto per le famiglie e le persone consacrate. Non  vanno dimenticate, inoltre, la presenza e l'azione nella  Confederazione italiana dei consultori familiari di ispirazione  cristiana, di cui era stato consulente ecclesiastico dal 1979 al 1989; nell'Opera per l'assistenza religiosa agli infermi, come responsabile  dell'attività culturale prima e come presidente poi; nell'Associazione dei medici cattolici italiani, sezione di Milano, quale assistente  ecclesiastico per circa vent'anni.       

L'11 settembre 1987, la Congregazione per l'educazione cattolica, su  designazione dell'episcopato lombardo, lo aveva chiamato a reggere il  Pontificio seminario lombardo. Quindi, il 28 aprile 1989, la Cei lo  aveva designato presidente del consiglio di amministrazione del  quotidiano 'Avvenire'.       

Il 1° luglio 1989 era stato eletto arcivescovo metropolita di  Ancona-Osimo. Ricevuta l'ordinazione episcopale nel duomo di Milano  dal cardinale Carlo Maria Martini il 23 settembre successivo, il 1°  ottobre aveva fatto ingresso nella diocesi marchigiana, dove era  rimasto circa un anno e mezzo. In quel periodo, oltre a rivestire  l'incarico di presidente della Conferenza episcopale della regione  Marche, nel giugno 1990 era stato eletto presidente della Commissione  della Cei per la famiglia. 

Il 14 marzo 1991 era divenuto Segretario generale della  Cei e il 6 aprile dello stesso anno aveva rinunciato al governo  pastorale di Ancona-Osimo per mettersi al servizio della Chiesa  italiana a tempo pieno. Dopo quattro anni di intenso lavoro, il 20  aprile 1995 era stato nominato arcivescovo metropolita di Genova, dove aveva fatto ingresso il 18 giugno, ricoprendo poi anche l'incarico di  presidente della Conferenza episcopale regionale.       

Il 25 maggio 1995 era giunta la nomina a vice presidente della Cei.  Nel gennaio 1998, il consiglio permanente lo aveva designato  assistente ecclesiastico nazionale dell'Amci. Aveva partecipato come  esperto di nomina pontificia al Sinodo dei vescovi sulla famiglia  (1980) e a quello sui laici (1987) e, quale padre sinodale,  all'Assemblea speciale per l'Europa (1991) e al Sinodo sulla vita  consacrata (1994). Diversi anche gli incarichi presso la Santa Sede:  era stato consultore della Congregazione per la dottrina della fede,  del Pontificio Consiglio per la famiglia, della Pontificia commissione della pastorale per gli operatori sanitari e membro dei Pontifici  Consigli della pastorale per gli operatori sanitari e delle  comunicazioni sociali.       

Nel concistoro del 21 febbraio 1998 Giovanni Paolo II lo aveva creato  cardinale del titolo dei Santi Ambrogio e Carlo.   

- L'11 luglio 2002 era stato trasferito a Milano,  successore del cardinale Carlo Maria Martini. Nel primo discorso alla  città (8 settembre 2002) aveva parlato della necessità di coltivare  "una coscienza capace di obbedire alla Verità". E pochi giorni dopo,  il 29 settembre 2002, aveva fatto ingresso in diocesi. Sulla scia di  sant'Ambrogio amava ripetere: "Occorre cercare sempre le cose nuove e  custodire quelle a noi trasmesse dal passato".       

Il 28 giugno 2011 aveva rinunciato al governo pastorale di Milano, pur continuando a essere presente nella vita dell'arcidiocesi e a offrire  il proprio contributo al servizio della Chiesa. In questo spirito, tra il luglio 1012 e il luglio 2013 avevo svolto l'incarico di  amministratore apostolico della diocesi di Vigevano. E nel settembre  2015 aveva partecipato a una sessione di lavoro del Consiglio di  cardinali - istituito nel 2013 per la riforma della Curia romana -  presentando, su incarico del Papa, un approfondimento sulla  fattibilità del nuovo dicastero per i laici, la famiglia e la vita.       

Il mese successivo aveva partecipato, come membro di nomina  pontificia, alla XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei  vescovi sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e  nel mondo contemporaneo. E aveva preso parte ai conclavi del 2005 e  del 2013, che hanno eletto Benedetto XVI e Francesco, con il quale  aveva avuto un cordiale incontro in duomo durante la visita compiuta  dal Pontefice a Milano lo scorso 25 marzo.       

 

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