L'Italia è 'Un paese senza leader', parola di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, che ha dato  questo titolo al suo primo libro, in uscita a metà febbraio per  Longanesi, un saggio sulla classe politica italiana che indica nella  mancanza di una classe dirigente il grande nodo dell'Italia. "Penso  che nella seconda repubblica ci sono stati dei tentativi di formazione di una classe dirigente ma sono andati a vuoto per alcune  caratteristiche storico-politiche dell'Italia di questi anni - spiega  Fontana - Sono state cancellate la tradizioni di  formazione della Dc e del Pci che non sono state sostituite da quel  partito mai nato che è il Pd, nè dai partiti di una destra ugualmente  divisa e litigiosa".       

Con le prossime elezioni politiche "si chiude un periodo segnato  dall'illusione del bipolarismo, dell'affermazione di una dinamica  'europea' con conservatori e progressisti, 25 anni di esaltazione si  spengono in un sistema proporzionale. Dalle prossime elezioni credo  nascerà una legislatura di transizione, l'inizio di una traversata  verso la problematica ricostruzione di una classe dirigente. Non sarà  adesso che si affermerà un leader anche perchè se ora apparisse in  Italia un Macron il sistema politico-istituzionale non lo sosterrebbe, se venisse fuori verrebbe abbattutto prima di avere il tempo di aprire le ali e provare a volare. L'identificazione di un leader arriverà  quando ci sarà una solida classe dirigente diffusa, cresciuta sul  territorio".       

Queste le tesi sullo sfondo di 'Un paese senza leader', libro di  esordio per Fontana che ha deciso di mettere mano solo ora alla penna, al di là del suo lavoro di quotidiano di giornalista, "perchè ho  sempre pensato che si debba scrivere quando si ha qualcosa da dire e  in questo caso la chiusura del ciclo della presunta seconda repubblica mi sembra qualcosa di cui posso scrivere, avendola seguita fina dalla  nascita come giornalista".  

Nel volume (200 pagine) Fontana propone una lettura di  questi 25 anni attraverso una carrellata di personaggi della politica, a volte contrapposti, delle loro storie pubbliche e private. "Cerco di intrecciare racconto politico e personaggi descrivendo anche fatti  personali che li riguardano. Nel libro ci sono pure, una per ogni  capitolo, delle vignette di Giannelli", spiega Fontana che quanto alle sue aspettative per il libro sottolinea di averlo scritto "non per gli addetti ai lavori" ma con un intento "divulgativo" e confessa di aver  compiuto un 'sondaggio' molto ristretto: "La prima persona cui l'ho  fatto leggere è mia figlia, volevo vedere come una ragazza di 26 anni  reagiva a un tema che non è proprio nelle sue corde, lei però non ha  fatto molti commenti, si è limitata a dire che si legge bene".       

Il direttore del Corsera, riassume la scheda del volume diffusa dalla  Longanesi, "coglie le tensioni generate da queste dinamiche e traccia  una panoramica dell'attuale politica italiana: dagli errori della  sinistra alla scissione del Pd, dalla caduta e rinascita di Berlusconi alle nuove spinte del Centrodestra, dai nuovi esponenti del M5s alla  svolta nazionalista della Lega Nord. In un'analisi a tutto campo della controversa politica italiana, e con ritratti inediti di personalità  che ha conosciuto 'da vicino': da Berlusconi a Renzi, da Salvini a  Grillo, da D'Alema a Veltroni e Prodi, Fontana si chiede se sia  possibile ricostruire un corpo di rappresentanza all'altezza della  situazione. E soprattutto se ci sia oggi un leader che sappia  eliminare odi e rivalità per mettersi davvero al servizio del nostro  paese".       

Laureato in Filosofia del Linguaggio a Roma, Luciano Fontana (classe  1959) ha lavorato per undici anni all'Unità dove si è occupato di  politica italiana, cronaca amministrativa e giudiziaria. Dal 1997 è a  Milano al Corriere della Sera, dove compie una lunga carriera passando dall'Ufficio centrale alla vicedirezione fino a quando, nel marzo 2009 con il ritorno di Ferruccio de Bortoli, viene nominato condirettore.  Da maggio 2015 succede a de Bortoli come direttore del quotidiano  milanese.       

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