[caption id="attachment_30704" align="alignleft" width="150"] Angiolina Balduzzi[/caption]

di Andrea Monteforte - Attribuire un?anima agli oggetti significa, innanzitutto, riconoscere che essi sono importanti in quanto rimandano a coloro ai quali sono appartenuti,   alla loro vita e alla loro storia . Molto più vivida è la sensazione che gli oggetti hanno un?anima quando essi sono appartenuti ai nostri affetti .

Così è per Angiolina Balduzzi , ex professoressa di Italiano la quale, a   San Salvo , in Abruzzo , a pochi chilometri dal confine con il Molise, ha dato vita ad uno spazio espositivo, da Lei stessa definito "la Giostra della Memoria" , che ha realizzato investendovi   i suoi risparmi e tutta la propria energia utilizzando lo spazio di 5 case attigue, nel quale sono deposti gli oggetti a lei cari.

Sono diciassette le stanze che compongono   tale spazio, ognuna collegata all?altra, in modo da esservi quella continuità propria della storia   a cui essi rimandano. Non sfugge, neanche al più distratto osservatore , come tali oggetti palpitino di caldi e affettuosi ricordi, carichi di poesia , quella poesia dell?anima che si desidera tramandare ad altre persone anche attraverso le cose , che della nostra storia sono viva testimonianza . Non vi è dubbio , infatti, che gli oggetti possano trasmettere l? energia e le emozioni delle persone che le hanno possedute . Non a caso i regali che ad altri si fanno sono spesso costituite da cose ed oggetti di vario valore . Visitare tale spazio può stimolare ciascuno di noi a percorrere un "viaggio nella memoria" , nella quale far rivivere le persone, le quali, attraverso i propri oggetti , realizzavano la propria vita quotidiana , come bere una tazza di caffè , mangiare un appetitoso cibo in un piatto prescelto e prediletto, indossare un monile che è stato loro regalato. Il suono della vita quotidiana di ognuno è, difatti, racchiuso nei piccoli oggetti e nelle cose che ci appartengono e che si tramandano inesorabilmente a quanti di essi, in futuro, si prenderanno cura .

Angiolina, mediante tale progetto, ha inteso sottolineare come il linguaggio delle cose è il linguaggio delle persone che le hanno possedute, che deve rivivere in quanto certamente ognuno lascia le proprie impronte interiori impresse nelle cose che ha amato e custodito amorevolmente . Esse , pertanto , sono destinate ad esprimere poesia e amore : questo Angiolina lo ha capito e lo vuole gioiosamente testimoniare . Per tale ragione, vi invito a visitare l?amorevole ?museo? di Angiolina, una donna di grande talento, umanità, estro, altruismo. La sua generosa esistenza e i suoi sacrifici meritano la nostra stima, il nostro rispetto, e un museo pieno di visitatori.

 

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