"Evidentemente per il M5S il garantismo  vale solo per gli iscritti al proprio movimento. Dunque gli indagati  del M5S non devono dimettersi anche se vengono arrestati i propri  stretti collaboratori, gli altri si. La mozione di sfiducia nei  confronti del Ministro Lotti è l'ennesima prova che il M5S è tutto  fuorchè un movimento democratico e civile". Lo dichiara la senatrice  Manuela Repetti, del gruppo Misto.   

- "È una buona notizia sapere che i 5 stelle  presenteranno nelle prossime ore una mozione di sfiducia, per la Raggi al comune di Roma e in parlamento per Nuti, Mannino e tutti quelli  coinvolti nella vicenda firme false. Siamo sicuri che i grillini, con  la stessa convinzione con cui hanno attaccato Luca Lotti, sapranno  essere inflessibili con i loro indagati e non daranno sfoggio della  loro solita doppia morale. Per i 5 stelle quando si tratta dei loro il garantismo arriva fino all'appello, per gli altri la gogna a  prescindere". Lo dichiara Emanuele Fiano (Pd).    

- "Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere. Oggi il Movimento 5 Stelle ha presentato nei miei confronti la mozione di sfiducia. Si parla di tangenti, di arresti, di appalti.  Tutte cose dalle quali sono totalmente estraneo. Per essere ancora più chiaro: non mi occupo e non mi sono mai occupato di gare Consip, non  conosco e non ho mai conosciuto il dottor Romeo". Lo scrive il  ministro dello Sport Luca Lotti su Facebook, in merito al caso Consip.       

"La verità -aggiunge- è che due mesi fa mi hanno interrogato su una  presunta rivelazione di segreto d'ufficio. Si tratta di un reato che  si ripete tutti i giorni in alcune redazioni ma che io non ho mai  commesso. Lo ripeto con forza e sfido chiunque oggi dica il contrario  ad attendere la conclusione di questa vicenda così paradossale.  Attendo che eventualmente si celebri il processo, nelle aule di  tribunale e non sui giornali: contano gli articoli del codice penale,  non dei quotidiani".       

"Ma voglio dirlo chiaramente: se qualcuno -prosegue- pensa di far  passare il messaggio che siamo tutti uguali, che noi siamo come gli  altri, che "tutti rubano alla stessa maniera", avete sbagliato  destinatario. Noi siamo gente seria e perbene. Abbiamo governato per  anni Firenze e l'Italia senza farci trascinare nel fango. La verità  non ha paura del tempo. E noi -conclude- abbiamo pazienza e forza per  sopportare la vergognosa campagna di queste ore".    

"Attendo che eventualmente si celebri il  processo, nelle aule di tribunale e non sui giornali: contano gli  articoli del codice penale, non dei quotidiani". Lo scrive su Facebook il ministro Luca Lotti.    

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