"L'arresto dell'imprenditore Romeo, in  merito all'inchiesta Consip, se possibile, getta un'ombra ancora più  pesante e inquietante sul giglio magico, e pone molti interrogativi su cui la famiglia Renzi, il ministro dello Sport e tutto il Pd non  possono più far finta di niente". È quanto affermano in una nota i  deputati M5S della commissione Affari costituzionali.       

"Renzi era a conoscenza dell'inchiesta, così come riportato da alcuni  organi di stampa? - chiedono dunque i 5 Stelle - Ne ha parlato con il  padre Tiziano, indagato per concorso in traffico di influenze? L'ex  presidente del Consiglio è stato informato dal fedelissimo Lotti,  anche lui coinvolto nell'inchiesta per favoreggiamento? Nel Partito  democratico chi era a conoscenza dell'inchiesta sull'appalto più  grande d'Europa? Questo silenzio di Matteo Renzi e di tutto il Pd è  grave, ed assomiglia molto ad un ammissione di colpa".   

"Dice il ministro Lotti di essere  tranquillo per lo scandalo Consip che coinvolge, come è noto, vari  esponenti e parenti del Pd. Tuttavia, siamo tutti curiosi di sapere di più sulle gite in Puglia di babbo Renzi, per capire quali interessi lo spingessero così lontano dalla terra natale e perché chiamasse il  presidente della Regione, Emiliano, sul suo numero personale". Così il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri.       

"Babbo Renzi e Emiliano si conoscono da tempo? Si sono visti alla  Leopolda o in un loggione del Petruzzelli? Si sono conosciuti ballando la taranta in Salento o mangiando pappardelle in Valdarno? Questo  scandalo Pd non può finire qui", aggiunge il vicepresidente del  Senato.       

"Trasparenza su tutte le gare in atto, pulizia negli apparati  burocratici che sembrano inquinati dalla corruzione", conclude il  senatore di Forza Italia.     

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