"Lavoriamo tutti insieme". Così il pm  della Procura di Napoli, Henry John Woodcock si è limitato a  rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se i magistrati  napoletani e quelli romani lavorassero in parallelo sull'inchiesta  relativa al caso Consip.       

Dopo l'interrogatorio di Carlo Russo, l'imprenditore di Scandicci  indagato per traffico di influenze illecite, durato oltre tre ore, i  pm Woodcock e il collega romano Mario Palazzi sono usciti dalla  caserma 'Carlo Corsi' per una breve pausa. "Permetteteci di fare una  passeggiata di dieci minuti in questa splendida città", ha detto  Woodcock alla ressa di cameraman che lo pedinavano durante il suo  tragitto nella zona di piazza Ognissanti sui lungarni. "Il nostro  lavoro non è ancora finito", ha aggiunto il pm.   

Durante la breve passeggiata, seguito dai giornalisti  Woodcock ha chiesto dove fosse l'Arno e con una battuta si è rivolto  alla scorta: "Allora andiamo a lavare i panni in Arno". A un cronista  che chiedeva come mai Carlo Russo apparisse tanto teso, il pm si è  limitato a rispondere: "Non posso dire nulla, semmai lo dovreste  chiedere a lui".       

Dopo un quarto d'ora, i pm Palazzi e Woodcock sono rientrati in  caserma. Al momento non si esclude neppure che i magistrati possano  sentire altri testi nell'ambito della stessa inchiesta sul caso  Consip. 

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