Partono le procedure per le richieste di  risarcimento dei danni causati al partito e al suo presidente,  Francesco Rutelli. Lo comunicano in una lunga nota il collegio dei  liquidatori e i legali della Margherita-Dl, a seguito della  pubblicazione delle motivazioni della sentenza con cui - lo scorso 19  dicembre - "la Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente  condannato i responsabili delle appropriazioni indebite a danno del  partito Margherita-Democrazia è Libertà, e delle calunnie a danno del  suo presidente Francesco Rutelli".       

La sentenza, aggiungono "costituisce una pagina di limpido e alto  riconoscimento" e, di conseguenza, il collegio dei liquidatori,  d'intesa con il collegio dei garanti "ritiene doveroso informare la  pubblica opinione dello stato della propria azione".      

  "L'assemblea federale conclusiva dell'attività del partito (svoltasi  il 16 giugno 2012) ha deciso che le risorse della Margherita-DL, di  esclusiva competenza degli organi del Partito - in quanto frutto dei  rimborsi elettorali, dei tesseramenti, dei contributi e delle campagne di autofinanziamento - venissero donate allo Stato: sia i residui  delle attività, sia i proventi delle azioni giudiziarie".     

"Ad oggi - prosegue il comunicato - ben 6,5 milioni di  euro sono già stati trasferiti al ministero dell'Economia - un caso  unico nella storia repubblicana. La Suprema Corte ha confermato la  validità della confisca stabilita dalla Corte d'Appello in quanto  'coerente' con le decisioni dell'assemblea del partito - che aveva  stabilito la devoluzione allo Stato di tutti i beni sottratti" dall'ex tesoriere del partito Luigi Lusi. Confidiamo che gli organi competenti sapranno utilizzare e valorizzare al meglio tale patrimonio, con  finalità di interesse sociale.       

"Ha inizio ora - precisano liquidatori e garanti - l'azione per il  risarcimento dei danni subìti dalla Margherita-DL e dal presidente  Rutelli. Il collegio dei liquidatori darà conto degli atti che  verranno intrapresi, in tutte le direzioni previste dalla legge, in  sede civile.       

"E' l'occasione per sottolineare l'egregio lavoro svolto dagli  avvocati Nicola Madia e Alessandro Diddi, e per rendere omaggio alla  memoria di Titta Madia, che ha assicurato fino all'ultimo giorno della sua vita un apporto determinante nell'accertamento della verità,  grazie alla sua professionalità e passione civile".    

A commento degli sviluppi della vicenda giudiziaria,  Francesco Rutelli ha dichiarato: "La Cassazione ribadisce -  confermando una pena rilevante - la gravità delle calunnie che ho  subìto. Già in sede di indagini preliminari, ricordano i Giudici,  emerse che io fui 'falsamente accusato' da parte di chi mi sapeva  innocente; la Corte sentenzia definitivamente 'la cosciente volontà di un'accusa mendace'.       

"Resto tuttora in attesa delle scuse di quei giornalisti e  commentatori che si sono prestati ad amplificare queste calunnie. Ma  la mia soddisfazione più grande risiede nella conferma dell'onestà e  onore del nostro partito, assieme alla grande bravura con cui il team  di professionisti e legali al lavoro - grazie all'impulso ricevuto  dall'intera classe dirigente della Margherita - ha portato al recupero del maltolto e (caso eccezionale nella storia politica italiana) alla  devoluzione di queste importanti risorse alla collettività".