"Le frasi del ministro della Giustizia  Alfonso Bonafede sono offensive e irrispettose nei confronti di chi  esercita il diritto di difesa, per un giusto processo così come  riconosciuto nella nostra Carta costituzionale". E' quanto afferma  Cosimo Maria Ferri membro Pd della commissione Giustizia della Camera  per il quale "è grave che un ministro parli di 'azzeccagarbugli'  rivolgendosi a chi assiste, come previsto dal nostro ordinamento  giuridico, i diritti di tutte le parti processuali nell'interesse di  una giustizia che deve essere celere e di fronte a un giudice terzo ed imparziale".      

  Per Ferri, "sulla giustizia, occorre partire da un monitoraggio della  riforma Orlando, che ha introdotto novità importanti anche in tema di  prescrizione e mettere in atto tutte quelle misure che consentano di  celebrare i processi, di rispettare le garanzie effettive e di  eliminare quelle dilatorie. Con il processo penale telematico si  possono per esempio garantire le notifiche ma con tempi più  ragionevoli".        

Allo stesso modo, prosegue Ferri, "in tema di lotta alla corruzione i  nostri governi hanno dato risposte concrete e introdotto novità  significative. Non basta annunciare una riforma: deve essere fatta e  per approvarla serve trovare i numeri in Parlamento. Nella passata  legislatura - ricorda - i nostri governi ci sono riusciti e hanno  raggiunto un punto di equilibrio, modificando la prescrizione,  riformulando il reato di falso in bilancio, introducendo il reato di  autoriciclaggio, inasprendo le pene per il reato di corruzione,  anticipando la punibilità del reato di voto di scambio, varando la  riforma dei reati ambientali". 

Sull'emendamento del Movimento 5 Stelle, osserva Cosimo  Maria Ferri, "ci sono state forti critiche, anche all'interno della  stessa maggioranza: ciò mi fa pensare che sia solo una strategia  comunicativa. La prescrizione è certamente una rinuncia dello Stato a  dare una risposta e ciò non può essere consentito per il rispetto  delle vittime e della verità processuale, ma è fondamentale non  stravolgere i principi giuridici che governano il processo e mettere  in atto tutte le misure necessarie anche organizzative".       

Per Ferri, "si può arrivare al medesimo risultato continuando sulle  riforme avviate dai nostri governi e se necessario modificarle nei  punti da migliorare. Ma soprattutto bisogna procedere ricercando il  massimo consenso, unendo le diverse forze parlamentari. Questo modo di procedere, inserendo un emendamento così importante in un  provvedimento tanto delicato che aveva già completato l'istruttoria,  non è stato condiviso dalla stessa maggioranza e lascia perplessi  sulle modalità e sulla effettiva voglia di vederlo approvato".    

- "Nemmeno i 5 stelle credono" nella norma  sulla prescrizione. sostiene Cosimo Ferri, "Riguardo a questa norma che sta sollevando polemiche in seno al governo e non  solo, io penso che sia interesse di tutti nei processi non far  prescrivere i reati poiché lo Stato con la prescrizione rinuncia ad  una sua risposta di giustizia - sostiene, parlando con TgCom24 - Ci  sono però delle regole da rispettare, dei diritti da parte degli  indagati e anche delle persone offese e poi c'è il rispetto della  ragionevole durata dei processi".       

"Vorrei fare due osservazioni la prima politica e la seconda più  tecnica - continua Ferri - Mi chiedo come mai i 5stelle abbiano  inserito un emendamento di una portata così importante in un dl  anticorruzione che aveva già esaurito il suo iter in Commissione senza concordarlo nemmeno con la maggioranza. Ciò mi fa pensare che nemmeno  i 5stelle ci credono, ma vogliono sortire un effetto mediatico  giustizialista, non vogliano davvero affrontare il tema con la serietà che sta a cuore a tutti, che è quello di fare i processi e di farli in modo giusto e celere. Allora io proponevo, poiché nella precedente  legislatura noi eravamo già intervenuti sulla prescrizione sollevando  anche qualche critica poi superata, monitoriamo questa riforma e  vediamone gli effetti sui processi".               

 

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