Uno dei dirigenti comunali di Ficarra  (Messina) sospesi dal servizio per assenteismo, oltre ad assentarsi  lui stesso, avrebbe candidamente ammesso di aver agito "in quel modo  per trent'anni, confermando di aver consentito che le condotte dei  propri dipendenti fossero regolate in base alla coscienza personale".  E' quanto emerge dall'operazione dei Carabinieri del Comando  provinciale di Messina che hanno eseguito sedici misure cautelari di  sospensione. "Importanti responsabilità penali sono state inoltre  riconosciute in capo ai tre dirigenti comunali coinvolti dall'attività investigativa, ossia C. F., C. N. e D. C., responsabili  rispettivamente dell'Area Tecnica, dell'Area Economico-finanziaria e  di quella Amministrativa, nonché destinatari di misure interdittive da 2 a 11 mesi - dicono gli inquirenti - Più specificamente i dirigenti,  pur essendo consapevoli della prassi illecita diffusa tra i loro  dipendenti di allontanarsi fraudolentemente dal posto di lavoro per  motivi non istituzionali senza registrazione, hanno volutamente omesso di effettuare i dovuti controlli, accettando quindi consapevolmente il rischio della commissione di fatti criminosi in danno dell'Ente  pubblico".       

Un altro dirigente, invece, "avuta contezza delle indagini in corso,  avrebbe introdotto soltanto nel 2017 il ''registro delle uscite  temporanee per servizio fuori dagli uffici comunali'', casualmente e  drasticamente diminuite rispetto al passato, ammettendo, come poi  emerso in sede di interrogatorio, che la prassi degli allontanamenti  arbitrari fosse sempre stata ammessa in base al principio del ''si era sempre fatto così''.       

L'attività investigativa svolta dall'Arma ha dunque consentito di  svelare, "ancora una volta e seppure in minima parte, il diffuso e  patologico malcostume dell'assenteismo, gravemente lesivo della  Pubblica Amministrazione, sotto il profilo della sua immagine e sotto  quello finanziario per gli indebiti esborsi di denaro destinato a  retribuire ore di lavoro non effettivamente svolte". A tal proposito  l'Autorità Giudiziaria, che ha coordinato l'attività, ha definito  ''apprezzabile'' il danno economico, pur rimandando alla competenza  della Corte dei Conti la quantificazione dello stesso.   

- Tra i sedici 'furbetti del cartellino'  sospesi dal servizio del Comune di Ficarra, piccolo centro del  messinese, c'è anche S.G, la responsabile del settore trasparenza e  anticorruzione. E'' quanto emerge dall'inchiesta condotta dai  Carabinieri del Comando provinciale guidati dal colonnello Jacopo  Mannucci Benincasa. La donna, che ha avuto una interdittiva di nove  mesi, è addetta all'Ufficio Segreteria del Comune di Ficarra, con  mansioni nell'ambito del settore trasparenza e Anticorruzione. "La  donna, infatti, con la scusa di recarsi presso altri uffici esterni al Comune ed ovviamente senza timbrare il badge per registrare  l'allontanamento, in soli due mesi ha fatto registrare ben 160 assenze di varia durata, nel corso delle quali, veniva vista dai militari  recarsi anche verso la propria abitazione".      

  Le stesse "condotte delittuose valevano l'applicazione di una misura  interdittiva di 8 mesi a T.G.A., istruttore amministrativo addetto  all'archivio ed ai Servizi Esterni del Comune e a B. D., addetto  all'Ufficio tecnico con varie mansioni - dicono i Carabinieri -  Entrambi, infatti, erano soliti allontanarsi dal proprio ufficio per  svolgere le più diverse incombenze private, nonché per intrattenersi  in conversazione con altri soggetti in lunghissime pause caffè".