Alti e bassi per lo ius soli. Oggi, sul  cammino del provvedimento sulla cittadinanza è arrivato il macigno più pesante, scagliato dal Nazareno: "Il Pd seguirà l'indicazione del  presidente del Consiglio. Noi vogliamo lo Ius soli e siamo pronti ad  andare fino in fondo", ma solo se avrà "numeri certi", ha spiegato  Matteo Richetti specificando: "Il Pd non vuole ne' intende creare  inciampi e ostacoli al governo".       

Un modo per togliere dalla discussione l'ipotesi trappola ordita ai  danni del governo, che nei corridoi del palazzo continua a circolare  da giorni. Ma che, di fatto, rimette la questione nelle mani del  premier. A questo, bisogna aggiungere la minaccia del ministro Ap  Enrico Costa, che ha messo sul tavolo le sue dimissioni in caso di  fiducia sul provvedimento. Insomma, non certo un iter tranquillo per  lo ius soli.     

   E il governo? Una risposta indiretta, stamattina, era arrivata da  Luigi Zanda: "Non c'e' alcuna ipotesi di rinvio. Il provvedimento sarà votato entro la pausa estiva". Fino a ieri sera, infatti, il governo  era al lavoro per verificare le possibilità di approvare lo ius soli.  "Andiamo avanti", era stata l'indicazione dello stesso premier. Che,  al netto dell'uscita di stamattina di Richetti, anche oggi ha  continuando a 'tastare' il terreno: prima ne ha parlato con Angelino  Alfano. Poi, in serata, ha fatto a lungo il punto della situazione  ancora con Zanda.

- La questione, infatti, è politica e riguarda sia i  rapporti in maggioranza, con Ap che anche oggi è tornata a invocare  cautela. Ma riguarda soprattutto i rapporti governo-Pd. Poi, a  cascata, la questione è anche legata alle solite difficoltà  'numeriche' che tutti i provvedimenti hanno sempre al Senato.       

Non a caso, ancora oggi a palazzo Chigi non si davano certezze sulla  convocazione del Cdm che dovrà autorizzare la fiducia sullo ius soli.  Era circolata l'ipotesi di una convocazione lunedì o martedì, oggi  ancora non confermata. L'impressione è che l'ok alla fiducia arriverà  solo se e quando la strada dello ius soli sarà sufficientemente  sgombra. Altrimenti, il provvedimento potrebbe finire nell'ingorgo dei lavori pre ferie del Senato e slittare a settembre.       

Per adesso, il lavoro del governo sul provvedimento prosegue, sul  testo e sulla verifica dei numeri del Senato. Nelle ultime ore, per  esempio, era in via di definizione una soluzione ben accolta dal  gruppo delle Autonomie, con l'ipotesi di uno stralcio di una parte del provvedimento sulla perdita di cittadinanza. Un esempio del lavoro di  cesello di queste ore, appesantito dal fatto che al Senato si rischia  di dover votare quattro fiducie per evitare il maxiemendamento che  farebbe ritornare il testo alla Camera. Come ha sottolineato Zanda  lasciando palazzo Chigi: "Per tutte le fasi di ciascun provvedimento è estremamente importante una verifica preventiva e molto attenta dei  numeri".        

 

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