Papa Francesco denuncia con  forza le conseguenze provocate dalla "globalizzazione senz'anima" che  ha creato sacche di povertà, mancanza di lavoro e sfruttamento.

"Serve lavoro e servono condizioni adeguate di lavoro - dice il Papa parlando ai partecipanti alla due giorni in Vaticano sul contributo cristiano  al futuro del Progetto Europeo -. Nel secolo scorso non sono mancati  esempi eloquenti di imprenditori cristiani che hanno compreso come il  successo delle loro iniziative dipendeva anzitutto dalla possibilità  di offrire opportunità di impiego e condizioni degne di occupazione.  Occorre ripartire dallo spirito di quelle iniziative, che sono anche  il miglior antidoto agli scompensi provocati da una globalizzazione  senz'anima, che, più attenta al profitto che alle persone, ha creato  diffuse sacche di povertà, disoccupazione, sfruttamento e di malessere sociale".       

Il Papa chiede un lavoro concreto per i giovani ma parla anche di  quanti rifuggono da lavoro ritenuti faticosi o poco redditizi:  "Sarebbe opportuno anche riscoprire la necessità di una concretezza  del lavoro, soprattutto per i giovani. Oggi molti tendono a rifuggire  lavori in settori un tempo cruciali, perché ritenuti faticosi e poco  remunerativi, dimenticando quanto essi siano indispensabili per lo  sviluppo umano. Che ne sarebbe di noi, senza l'impegno delle persone  che con il lavoro contribuiscono al nostro nutrimento quotidiano? Che  ne sarebbe di noi senza il lavoro paziente e ingegnoso di chi tesse i  vestiti che indossiamo o costruisce le case che abitiamo? Molte  professioni oggi ritenute di second'ordine sono fondamentali. Lo sono  dal punto di vista sociale, ma soprattutto lo sono per la  soddisfazione che i lavoratori ricevono dal poter essere utili per sé  e per gli altri attraverso il loro impegno quotidiano".  

- Bergoglio richiama alle loro responsabilità le  istituzioni: "Spetta parimenti ai governi creare le condizioni  economiche che favoriscano una sana imprenditoria e livelli adeguati  di impiego. Alla politica compete specialmente riattivare un circolo  virtuoso che, a partire da investimenti a favore della famiglia e  dell'educazione, consenta lo sviluppo armonioso e pacifico dell'intera comunità civile".