"Nella nostra storia politica e  amministrativa Giorgio Guazzaloca ha rappresentato un punto di svolta  importante, che ha segnato gli anni successivi. Con lui è salito a  Palazzo d'Accursio il primo sindaco non di sinistra, il protagonista  di un risultato elettorale che fece scalpore". Così il sindaco di  Bologna Virginio Merola ricordando l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca,  dopo aver partecipato al picchetto d'onore che ha concluso l'apertura  della camera ardente nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio.        Guazzaloca "vinse le elezioni con l'idea di una lista civica, capace  di offrire a una situazione bloccata in città, per errori e  presunzioni di chi la governava dal dopoguerra, una nuova prospettiva  fondata sul superamento delle contrapposizioni tra destra e sinistra e tesa a valorizzare la civicità, intesa come convergenza per il bene  comune e l'interesse generale" spiega Merola. 

"E' noto che - prosegue Merola -, come molti altri, ho  contrastato la sua elezione e ho poi lavorato per riaffermare una  guida di centrosinistra per la nostra città. Vorrei tuttavia  sottolineare come questo tema dell'alleanza civica per il governo  della città sia più che mai attuale di fronte alla crisi dei partiti e della nostra democrazia".      

  "E' importante oggi, per me e per noi, ricordare questo aspetto del  progetto di Giorgio Guazzaloca, che è stato poco evidenziato e che  invece ha ancora piena attualità. Lo ritengo necessario - dice Merola  - per dare il dovuto rilievo e soprattutto, oggi che a lui diamo  l'ultimo saluto, anche allo spessore umano del sindaco Guazzaloca".      

"Giorgio Guazzaloca - sottolinea Merola - era una  persona libera che aveva cara, prima di tutto, la propria autonomia.  In questa caratteristica risiede a mio avviso la sua autentica  popolarità, il fatto di essere stato stimato da tanti cittadini, anche da molti che non lo rivotarono".       

"Dispiace, e voglio sottolinearlo, che la sua autonomia e onestà siano state messe in dubbio, insieme al suo onore - si rammarica Merola - da indagini della magistratura poi rivelatesi infondate. Queste sue  caratteristiche restano oggi il contributo prezioso che ci lascia in  eredità".     

 

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