Che differenza fa abbandonare il cane per andare in ferie o abbandonarlo per andare al lavoro? L’abbandono da ferie dipende dalla volontà del padrone del cane, mentre quello da lavoro dipende dal padrone dell’azienda. L’ambiante di lavoro gode dell’extra territorialità e il datore si sostituisce allo Stato. Non è un organo statale ma commina punizioni come lettere di richiamo, multe, sospensioni dal lavoro, sino ad arrivare al licenziamento.

E’ accaduto all’Isola d’Elba, in un’azienda partecipata del Comune di Portoferraio, la Cosimo de’ Medici che controlla tutti i posti barca nell’estesa calata della città, gestisce i musei comunali e altro dove una dipendente si è trovata nella difficile scelta: abbandonare il cane o abbandonare il lavoro?
Qualche maligno potrebbe pensare che, costringere un dipendente a dare le dimissioni sia una buona occasione per sistemare qualche amico personale. Ebbene, escludiamo categoricamente questa eventualità perché alla Cosimo de’ Medici e, più in generale dalle nostre parti, queste cose non accadono. Ad escluderlo assolutamente è che il fatto è avvenuto in un comune di centro destra, l’area di Michela Brambilla che ha creato la lista animalista e dominata da Berlusconi che abbiamo visto in diretta stringere, accarezzare e baciare Du Du.
Sgombrato il campo da queste basse illazioni veniamo a raccontare il fatto che sta proprio a dimostrare che alla Cosimo de’ Medici la serietà è garantita e gestita in modo impeccabile.

Se il cane sta male, anche se sta buono e tranquillo in un angolino della biglietteria del museo archeologico della Linguella per un breve periodo, non ci può stare, non è dignitoso, da noia ai visitatori anche se questi non si sono mai lamentati.
Cosa doveva fare la proprietaria single in un’isola dove, fra l’altro, non ci sono nemmeno le autostrade che oltre al traffico degli autoveicoli servono per abbandonare i cani? La proprietaria di Zeus, il cucciolo pastore belga, non ha avuto scelta, ha dovuto dare le dimissioni pena il licenziamento. Lei ci aveva provato a portarsi il cane ammalato sdraiato buono, buono sulla sua copertina, ma non c’è stato nulla da fare, sono state spedite le lettere di censura alla sua padrona (al cane no perché non risulta nel libro matricola dei dipendenti) lettere che preludono il licenziamento.

Il vertice della Cosimo de’ Medici, rinnovato dalla giunta portoferraiese di centro destra vincitrice delle ultime amministrative, non si è fatto commuovere dagli occhi supplicanti del povero Zeus, un conto sono i messaggi sublimali della campagna elettorale come i bacini a Du Du di Berlusconi e la lista Brambilla e un conto è il caso concreto di Zeus che doveva essere abbandonato, o soppresso perché la sua padrona conservasse il posto di lavoro.

Agnese Nannini ha dato le dimissioni. Ha rinunciato ad un posto di lavoro stagionale che occupava da anni e che le permetteva di esercitare la sua grande passione: l’amore per la storia e per l’archeologia. Agnese ha scritto di recente un saggio sulla torre di Passanante compresa nel perimetro della Linguella.
Forse se al posto di un/una funzionario/a ci fosse stato un/una “padrone/a” Agnese avrebbe potuto ottenere un compromesso e Zeus una maggiore comprensione. Un “padrone” ci tiene a conservare il personale preparato e collaudato, mentre un funzionario a tempo determinato potrebbe dare addirittura fastidio avere in organico personale ben preparato.

Agnese ora si dedica al suo lavoro abituale che è quello di condurre, con grande competenza, la sua azienda agricola. Certo il sacrificio che ha fatto per il suo cucciolo non è da poco, quel posto dimissionato oltre che andare incontro alla sua passione poteva farle comodo: il reddito agricolo è fra i più aleatori. Chissà se Zeus lo ha capito?

Se non l’ha capito Zeus qualcuno può darsi che l’abbia capito. Quest’anno le vigne e gli ulivi hanno prodotto poco per la siccità, Agnese invece ha avuto un incremento.

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