Non solo reddito di cittadinanza. Serve un  reddito base europeo da 200 euro, un Eurodividend, anche per  rilanciare il processo di integrazione europea. A lanciare l'idea sul  suo blog è Beppe Grillo. "I processi produttivi e di erogazione di  servizi -spiega- stanno cambiando così velocemente che nessuno di noi  sa bene cosa succederà tra 5 anni. La riposta a questa insicurezza  cosmica potrebbe essere il Reddito base europeo".

"Un reddito concesso incondizionatamente a tutti i cittadini dell'Ue e ai residenti legali  a lungo termine. Questo rappresenterebbe un modo intelligente per  affrontare le urgenti priorità sociali: ridurre la povertà e le  disuguaglianze di reddito; fornire un reddito che non sostituirebbe i  programmi nazionali di assistenza sociale per i disoccupati, ma si  aggiungerebbe ad essi; ridurre gli squilibri economici e sociali  eccessivi tra i Paesi della zona euro".       

"Tale Eurodividend -aggiunge Grillo- sarebbe distribuito a tutti i  residenti adulti degli Stati membri dell'Ue su base individuale e  senza test di verifica o requisiti di lavoro. E potrebbe partire da  200 euro a testa. Si potrebbe mettere in atto già da domani. Infatti i primi studi dicono che la cifra di 200 euro è ampiamente sostenibile  dall'Ue e sarebbe un primo passo importante. Concreto".       

"Un Eurodividend -scrive ancora Grillo- non è destinato a sostituire i sistemi di welfare e di reddito minimo nazionali. Al contrario,  fornisce un cuscinetto su cui gli Stati membri possono basarsi e  adeguarsi per portare avanti i vari programmi di welfare nazionali.  Tutto per garantire una vita decente a tutti i cittadini.  L'Eurodividend è un giusto meccanismo redistributivo che garantirebbe  a tutti gli europei di beneficiare ugualmente della ricchezza generata dall'integrazione europea".        (

"Ma la domanda che viene spontanea è sostanzialmente  una: è sostenibile? La risposta è si. Il finanziamento potrebbe essere basato su una combinazione dei seguenti prelievi: un'Iva europea,  un'imposta sul reddito delle società europee, magari quelle a più alto tasso di automazione, una tassa europea sul carbonio e una tassa sulle transazioni finanziarie europee. In più potrebbe essere integrata da  una riassegnazione di alcuni Fondi europei poco usati".       

"Gli strumenti di certo non mancano. C'è bisogno di volontà. Ciò che  conta è che il suo finanziamento dipenda dalle risorse proprie dell'Ue per stabilire un chiaro legame tra il bilancio dell'Ue e i benefici  per i cittadini europei". "L'Eurodividend -spiega ancora Grillo- è un  progetto concreto, che sta andando avanti a grandi balzi con il  sostegno di grandi personalità ed esperti di tutto il mondo. Sarebbe  il primo passo fatto davvero verso l'idea dell'integrazione europea.  Per ora parliamo di 200 euro al mese. Sicuramente pochi. Ma già  qualcosa su cui contare e da cui partire. Se fossero di più potremmo  far studiare migliaia di ricercatori, formare migliaia di persone".       

"Tutti hanno il diritto di sentirsi realizzati e di vivere la vita  facendo ciò che vogliono, non ciò che serve al mercato. Ricordo che la maggior parte delle invenzioni e delle scoperte che hanno cambiato la  nostra storia sono state accidentali. Al mercato non serviva la  macchina da stampa e l'uomo è sopravvissuto anche prima della  penicillina". "Oggi si sta iniziando a parlare di qualcosa che  dovrebbe essere su tutti i Tg da tempo. Fare in modo che nessuno sia  più costretto alla povertà. Un modo semplice e veloce per portare  avanti questa discussione non c'è. Ma dobbiamo iniziare a farlo.  Dobbiamo pensare di creare un sistema che formi persone, non  lavoratori. Siamo in guerra e il nostro nemico è la povertà. Tutti  siamo a rischio, nessuno è escluso". E "oggi nell'Ue -conclude Grillo- ci sono importanti squilibri in termini di investimenti pubblici  nell'istruzione, nella sanità o nella sicurezza sociale. Sicuramente  non è l'Europa che voleva Spinelli".

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