"Le pandemie, le emergenze di  salute e i sistemi sanitari deboli non solo costano la vita, ma  rappresentano alcuni dei più grandi rischi per l'economia e la  sicurezza a livello mondiale". E' il monito del direttore generale del Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, al  G20 di Amburgo.       

Il numero uno dell'Oms, che ha ringraziato il cancelliere tedesco  Angela Merkel per aver fatto sì che la salute entrasse nell'agenda del vertice mondiale, ha condiviso alcune riflessioni con i leader  governativi: "Le pandemie e altre minacce per la salute, come la  resistenza antimicrobica, trascendono i confini e gli interessi  nazionali - ha avvertito - per cui la vulnerabilità di uno è la  vulnerabilità di tutti noi. I virus non conoscono e non rispettano i  confini. E noi abbiamo scoperto che non siamo ben preparati, che siamo molto spesso reattivi piuttosto che proattivi. Abbiamo bisogno di una  forte risposta globale, dobbiamo rimanere connessi nel nostro mondo  interconnesso", è stato l'appello.       

"Vi chiediamo - ha aggiunto il Dg - di sostenere la salute globale  perché vogliamo supportare voi leader nel raggiungere i vostri  obiettivi. E le emergenze sanitarie sono fra i più grandi rischi per  l'economia e la sicurezza mondiali". Ghebreyesus richiama alla memoria i precedenti storici, dall'influenza spagnola all'epidemia di Sars.  Cita l'influenza aviaria, la Mers, Zika. E ancora "il colera e la  febbre gialla che sono tornati con forza. L'Oms rileva circa 3 mila  segnali al mese, ma il mondo al momento ne conosce molto pochi. Non  sappiamo dove avverrà la prossima pandemia globale, non sappiamo  quando si verificherà, ma sappiamo che avrebbe un costo in vite e  dollari".

L'epidemia di Ebola del 2014 in Africa  occidentale, ha continuato il Dg dell'Oms, ha evidenziato che una  radice dei problemi è "il mancato accesso delle persone più  vulnerabili all'assistenza sanitaria, in particolare primaria. La  copertura sanitaria universale e la sicurezza sanitaria sono due lati  della stessa moneta. Quest'anno 400 milioni di persone, ossia 1 su 17  - per lo più poveri, donne e bambini - in tutto il mondo, rimangono  senza accesso all'assistenza. Sistemi sanitari più forti non solo  saranno la nostra migliore difesa, ma saranno anche fondamentali per  raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg)".       

Ghebreyesus elenca 4 punti: il finanziamento sostenibile del sistema  globale di sicurezza sanitaria per prevenire, rilevare e rispondere  alle minacce emergenti, sia naturali che artificiali ("assicurare un  livello garantito di finanziamenti di contingenza per focolai e  emergenze sarebbe un grande inizio"); la mappatura di tutte le  capacità che possono permettere progressi e il loro utilizzo  coordinato; il sostegno alla copertura sanitaria universale  ("rafforzando i sistemi sanitari dei Paesi soprattutto nelle aree più  fragili e vulnerabili del mondo"); e infine la priorità a ricerca e  sviluppo di nuove contromisure mediche attraverso il Research and  Development Blueprint dell'Oms".       

Ghebreyesus ha infine concluso il suo intervento spiegando che "l'Oms  sostiene fortemente la proposta tedesca di istituire il Global  Collaboration Hub per la ricerca sulla resistenza antimicrobica".  L'Agenzia Onu per la salute "è pronta a svolgere pienamente il suo  ruolo di leadership. Insieme dobbiamo assumerci la responsabilità di  rendere il mondo un posto più sano e sicuro. E' possibile ed è tutto  nelle nostre mani".       

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