"Il MoVimento 5 Stelle è a favore  delle vaccinazioni e vuole che nel Paese ci sia la massima copertura  vaccinale possibile. Noi siamo favorevoli all'obbligatorietà dei  quattro vaccini che oggi, per legge, sono già obbligatori, e siamo  anche favorevoli all'introduzione di misure di obbligatorietà per  vaccini che proteggono da malattie per le quali esiste una reale  emergenza epidemica (come esiste al momento per il morbillo)". Lo si  legge sul blog di Beppe Grillo, con un post a firma del movimento.       

"Sullo specifico delle misure di obbligatorietà come introdotte nel  Decreto Lorenzin ci riserviamo di giudicare dopo aver letto il decreto nella sua interezza (e nella sua versione definitiva),e dopo esserci  consultati con i nostri esperti nazionali ed internazionali di  riferimento", aggiungono i pentastellati.       

"La nostra speranza è che su questo tema si possa avere una seria  discussione tra tutte le forze politiche, possibilmente senza  strumentalizzazioni di alcun genere, vista l'importanza del tema in  termini di diritto alla salute individuale e pubblica.       

"Fatta questa doverosa premessa - si legge nel testo - il MoVimento 5  Stelle rimane favorevole, in linea generale ma con le dovute  specificazioni la cui complessità non può essere discussa o riassunta  in un comunicato stampa- allo sviluppo di una politica di  raccomandazione dei vaccini capillare nel territorio, sostenuta dalle  necessarie risorse finanziarie ed infrastrutturali, affinchè le  famiglie siano accompagnate dai propri pediatri e dai propri medici  verso la vaccinazione, e affinchè venga rimosso ogni ostacolo pratico  alla vaccinazione stesso (in altre parole, un adeguato potenziamento  dei servizi a tutti i livelli)".       

"L'approccio che noi proponiamo include anche lo stanziamento di  risorse per la creazione di un anagrafe vaccinale nazionale, efficaci  meccanismi di monitoraggio della copertura a livello nazionale e  regionale, la formazione di un comitato indipendente di consulenza  composto da esperti del settore (i.e., sul modello americano dell'  ACIP, Advisory Committee on Immunization Policies) con almeno il 50%  di rappresentanti internazionali", scrivono i pentastellati.       

Questo approccio, che è modellato sulle 'immunization policies' dei  paesi Scandinavi (e di 47 stati Usa su 50),si basa sul coinvolgimento attivo e responsabile della popolazione ed ha anche il notevole  vantaggio di creare un patrimonio di fiducia reciproca tra cittadini  ed istituzioni che potra' essere usato per implementare ogni altra  politica di prevenzione sanitaria (alimentazione, allattamento,  attivita' fisica, etc). Come spiegato precedentemente, questa  posizione di fondo in favore di un approccio "persuasivo" alla  vaccinazione include clausole di salvaguardia che introducono misure  coercitive (i.e., 'obbligo') in caso di emergenze epidemiche oppure di cadute della copertura vaccinale sotto le soglie che garantiscono  l'immunità di gregge.       

"Va da sè che questo tipo di approccio non può essere considerato né  interpretato in alcun modo come una posizione più morbida nei  confronti dell'anti-vaccinismo, che è un fenomeno senza alcuna base  scientifica che noi rigettiamo completamente. Al contrario, noi  crediamo che il tipo di persuasione attiva e capillare così delineato  rappresenti il modo migliore per sconfiggere ogni forma di 'vaccine  hesitancy' e 'vaccine resistance' in modo completo e duraturo. In  questo senso noi respingiamo fortemente qualsiasi insinuazione su una  presunta equazione 'obbligo contro non-obbligo = pro-vaccini contro  anti-vaccini', che è del tutto insensata dal punto di vista  scientifico", si legge nel post..       

"Come detto all'inizio del comunicato, noi confidiamo sul fatto che su questo tema cosi' importante si possa avere una discussione seria ed  informata tra tutte le forze politiche italiane. Sarebbe la soluzione  giusta per tutti, ed il modo migliore per sviluppare insieme la  miglior "immunization policy" per il nostro Paese", concludono i  Cinque Stelle.  

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