"L'alternanza scuola-lavoro va fatta  e fatta bene perché è scuola a tutti gli effetti, è una forma di  didattica alternativa. Agli studenti dico che devono chiedere  esperienze di alternanza vere e utili, sbaglia invece chi chiede di  eliminare l'esperienza dell'alternanza, al mondo del lavoro chiedo più coraggio occorre aprire, spalancare le porte, perché da sola la scuola non può fare alternanza". Lo ha dichiarato il sottosegretario al Miur  Gabriele Toccafondi oggi a Grosseto al Liceo Chelli dove sono stati  presentati anche alcuni progetti di alternanza fatti dal liceo con  realtà del territorio tra le altre Banca Tema, Università di Siena,  Edilcommercio.       

"In Italia il 95% degli istituti ha fatto alternanza, oltre 900.000  studenti tra scuole statali e paritarie cioè l'89% delle platea attesa ha svolto percorsi di alternanza. Le strutture ospitanti sono state  oltre 200.000, 131.000 di queste sono imprese - ha spiegato Toccafondi - In Toscana le scuole stanno rispondendo bene alla novità, nei primi  due anni di avvio graduale di questa esperienza quasi 360 scuole  superiori toscane hanno fatto alternanza, con oltre il 90% del totale  e con 60.000 ragazzi coinvolti. Numeri che hanno la necessità di  trovare nel mondo del lavoro ed in particolare nel mondo delle aziende una porta aperta, anzi spalancata".       

"Il registro nazionale delle aziende in alternanza gestito da  Unioncamere, la cui iscrizione è gratuita, deve diventare lo strumento principe di aiuto alle scuole. Partito da pochi mesi vede ancora pochi iscritti. Dobbiamo - ha continuato Toccafondi - fare tutti un passo  culturale e pratico e mi sento di dire che le scuole questo passo lo  hanno già fatto".

"Se vogliamo far fare esperienze reali, di crescita e di orientamento, se come paese crediamo nella scuola della conoscenza ma  anche delle competenze, allora un passo in avanti lo dobbiamo fare  tutti, non solo la scuola o la grande impresa - ha aggiunto Toccafondi - La scuola chiede, bussa, cerca collaborazione con il mondo del  lavoro, con chi le competenze le ha, chiede di fare un percorso  insieme, ma se dall'altra parte non c'è chi risponde, chi la porta la  apre, chi è disposto a fare un percorso insieme ai ragazzi e alle  scuole a poco serve l'obbligatorietà dell'alternanza".       

"Vogliamo far fare ai ragazzi esperienze vere e certificate non  operazioni simulate in classe e figuriamoci se vogliamo portare i  ragazzi in luoghi di sfruttamento. Per noi è scuola a tutti gli  effetti e per questo utile - ha concluso il sottosegretario - Non ci  si può lamentare della disoccupazione giovanile, degli abbandoni  scolastici alti e particolarmente alti nei tecnici e professionali,  ricordare che abbiamo quasi 2 milioni di Neet cioè coloro che non  studiano né lavorano; chiedere a gran voce di fare qualcosa, aiutare i ragazzi ad acquisire competenze utili per il proprio orientamento e  poi chiedere di tornare al punto di partenza".