"Bruxelles attacca il nostro governosui supplenti: la  riforma non ha funzionato". A denunciarlo è il sindacato professionale Anief, riferendo che "il deputato Dario Ginefra (Pd),attraverso due interrogazioni presentate in  queste ore, ha chiesto alla titolare del Miur 'quali misure intenda  assumere per rimediare, a partire dalla delega del governo alla 107,  ai problemi derivati dall'applicazione dalla legge sulla 'Buona  scuola'".

"Occorre prendere atto - avverte l'Anief - che diverse cose  non hanno funzionato e porre rimedio attraverso una riscrittura delle  regole che stanno creando nuove incertezze in un settore che riteniamo determinante per il rilancio culturale, economico e sociale del Paese. I dati riportati dal Miur parlano di 100 mila precari in servizio lo  scorso anno scolastico e addirittura 126 mila in servizio quest'anno e manca ancora un solo anno per ottemperare agli impegni assunti".       

Anief ricorda che "la presidente della Commissione per le Petizioni  del Parlamento Ue si è detta fortemente delusa delle giustificazioni  mosse dai rappresentanti italiani e chiede loro formali e dettagliati  ragguagli, che verranno presentati all'interno di un'adunanza plenaria per il Parlamento europeo".       

"Sulla decisione - sottolinea - ha pesato non poco la denuncia dei  legali Anief, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele, sulla mancata  volontà dello Stato italiano di risolvere il problema. Ma anche  l'intenzione espressa dagli stessi avvocati di rivolgersi alla Cedu,  la Corte europea dei diritti dell'uomo, di voler pure presentare  formale denuncia al Consiglio d'Europa, nonché della volontà del  sindacato di proseguire i contenziosi nei tribunali nazionali del  lavoro".    

A tal proposito, si ricorda che "la violazione della  normativa comunitaria riguarda altresì i decreti per la ricostruzione  di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere  anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere  di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e  risarcimenti".       

Come ricorda Marcello Pacifico (Anief-Cisal),"tra pochi mesi  l'Italia, con Spagna e Portogallo, dovrà spiegare alla Commissione Ue  i perché della pessima gestione del personale pubblico precario con 36 mesi di servizio". "Le forti perplessità della Commissione per le  petizioni del Parlamento Ue confermano che quello che sta accadendo  nel nostro Paese è fuori da ogni logica: lo Stato continua ad aggirare le direttive e le sentenze comunitarie, ma anche quelle della  Cassazione sulla mancata assunzione dopo 36 mesi di servizio. E adesso paga il conto", aggiunge.       

"La stessa Cassazione ha sentenziato sull'assegnazione degli scatti di anzianità nei confronti dei precari vessati. Tanto che i tribunali,  quando sono chiamati in causa, sempre più spesso assegnano  risarcimento e aumenti automatici. E dicono sì anche al rifacimento  dei decreti per la ricostruzione di carriera", conclude.          

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