La ‘pasionaria’ delle scuole paritarie, sostenitrice del ragionamento logico matematico che non ammette la contraddizione in termini, non demorde e dopo la nostra intervista a Stefano Toccafondi, sottosegretario al Mise, riparte all’attacco. Ecco il commento che Suor Anna Monia Alfieri ha inviato a tribunapoliticaweb.it.

“Pur rispettando e stimando  il lavoro del sottosegretario Toccafondi non mi trovo d’accordo su alcuni numeri - e da quanto leggo in questi giorni mi pare di avere buona compagnia scientifica. In particolare voglio sottolineare l’urgenza in cui si trova la scuola paritaria e il fatto che alcuni passi siano stati fatti ma gli effetti non si vedono e, per alcuni versi, hanno determinato nuove problematiche. Innanzitutto partiamo dai dati. Le scuole paritarie non hanno ancora visto i contributi dell’anno scolastico 2015-2016. E’ vero che in alcuni uffici scolastici regionali sono stati firmati i decreti di riparto, ma non ci è dato di sapere quando verranno liquidati.  Noi stessi, associazioni di cittadini, scuole e famiglie ci stiamo facendo portatori di interesse presso gli uffici scolastici, quasi elemosinando. Ci sentiamo dire che uno è in ferie, l’altro non può fare nulla. La nostra speranza è che i fondi deliberati arrivino entro dicembre. Comunque sia, non ci è dato di sapere.

Nel frattempo hanno chiuso 589 scuole paritarie nell’ultimi tre anni. Abbiamo perso 20mila allievi nella scuola secondaria di secondo grado.

Ci sono poi altre questioni. La detrazione fiscale sembra scontentare le famiglie, non perché sono ingrate ma perché 76 euro o 126 euro sono nulla rispetto alla retta che le famiglie stesse devono pagare alla scuola paritaria dopo aver pagato le tasse. Se ci sono tutti questi passi avanti com’è che la gente rimane scontenta? La mia risposta è che sono passi avanti che in realtà  portano con sé, comunque, lo scontento. Scontentano le famiglie della scuola statale perché non possono scegliere una buona scuola statale. Le assunzioni di docenti hanno prodotto 2.500 cattedre vuote solo nella scuola statale milanese. Bambini portatori di handicap sono senza insegnati di sostegno. Una delle ragioni sta nel fatto che  chi ha avuto la cattedra nel nord ha chiesto il ricongiungimento nel sud, c’era da aspettarselo. Se è vero la buona scuola la fanno i docenti, oggi abbiamo molti problemi a questo riguardo.  Per non parlare del continuo stato di emergenza che le famiglie delle statali vivono, fino a dover portare a scuola la carta igienica e le risme di carta.

Anche sul fronte dell’alternanza scuola –lavoro i problemi non mancano. Nonostante sia finanziata dallo Stato in alcune scuole statali si sono inventati persino stage a New York, con il risultato che la famiglia che non può pagare ne viene esclusa e deve scegliere soluzioni minori.

In questa situazione di difficoltà non è difficile capire come molte famiglie che hanno i figli alle scuole statali vedano le detrazioni alla scuola paritaria come un privilegio, nonostante si tratti di cifre basse di cui per altro beneficiano anche loro (per detrarre il costo servizio mensa e annessi) . Sono passi avanti? Non mi pare. Non c’è nulla di peggio nel dire a una famiglia che ha un diritto e poi non garantirlo.

L’unica reale soluzione è mettere mano, a 360 gradi, a tutto il comparto della scuola statale e paritaria, applicare il costo standard di sostenibilità che garantisce la libertà di scelta educativa alla famiglia, per poi partire da questa riforma per fare operazioni di equità e per garantire l’effettiva libertà di scelta educativa. Solo in questo modo si evitano le ‘guerre fra poveri’ . Credo che i cittadini siano molto più intelligenti di come li rappresenta o li pensa la politica. Si deve raccontare loro la realtà dei fatti, non fare proclami. Quello che serve è un ragionamento di sistema e fino a che non verrà fatto i piccoli passi non riusciranno a sanare situazioni che si protraggono da decenni”