di G.L. - L’Associazione “Progetto Donne e Futuro” è arrivata al decimo anno di attività. Fondata dall’avvocato Cristina Rossello, ha come missione quella di creare opportunità concrete di inserimento nel mondo del lavoro per giovani donne meritevoli, selezionate con criteri esclusivamente meritocratici e affiancate, nei loro primi passi professionali, da madrine scelte fra imprenditrici e professioniste italiane di grandissimo livello. Si è svolto a Milano il convegno sul quinto biennio di attività dell’Associazione. Abbiamo incontrato Cristina Rossello per un bilancio dell’attività dell’Associazione.

Presidente Rossello che bilancio può trarre della vostra attività?

Siamo al secondo quinquennio. Siamo partiti dai piani formativi per arrivare a una valorizzazione dei talenti, prendendo delle ragazze a livello territoriale, facendo percorsi formativi, stage e poi accompagnandole nei loro percorsi professionali.

Come vengono selezionate le ragazze?

Prima sul territorio, dove andiamo a presentare il progetto, che sia una città, un comune o una regione. Le scuole del luogo ci segnalano le ragazze più meritevoli. Ovviamente il codice non scritto prevede che siano le più meritevoli con le condizioni economiche “peggiori”. Ma questo non vogliamo valorizzarlo, perché sarebbe discriminante; mettiamo il valore e il merito al primo posto e offriamo un supporto, una borsa di studio per la formazione che varia dai 2500 ai 5000 euro. Questa consente a una ragazza di fare un suo percorso sia a livello territoriale che poi in qualche azienda o banca o società quotata, oppure al seguito di un grande professionista o di un leader. I risultati sono stati sorprendenti.

Che rapporti avete con le istituzioni e gli enti locali?

E’ semplice. Quando decidiamo di occuparci di un comune, una regione o una provincia, mandiamo le comunicazioni agli enti locali per richiedere ospitalità. In pratica, se hanno una sala o uno spazio da mettere a disposizione.

Niente sovvenzioni pubbliche?

Siamo completamente autonomi. Chiediamo patrocini solo morali e quindi non partecipiamo a contributi di nessun tipo. Partecipano, comunque, molti Sindaci e Presidenti delle provincie e delle regioni, perché condividono questo nostro progetto. A livello governativo, abbiamo sempre avuto tutti i patrocini dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri ai quali ci rivolgiamo. Dobbiamo aggiungere anche il Premio di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica, che ci fa onore.

Quante ragazze avete seguito in questi anni?

In 10 anni abbiamo fatto progetti per 82 ragazze, con consegna di borsa di studio e programmi formativi. Lo stage non è obbligatorio: non vogliamo imporre nulla, anche perché si tratta di un percorso molto impegnativo. Devo dire che i risultati, comunque, sono stati eccezionali. Tutte le ragazze hanno trovato collocazione lavorativa.

Il modello è replicabile?

È un modello replicabile in tutti i settori. Il mio obiettivo era arrivare a 100: mi dicevo, infatti, “se io ne aiuto 100 e altre dieci ne aiutano altre 100, comincia a diventare un numero importante”. 

Che tipo di associazione siete?

Un’associazione privata. Con 300 fondatori e sostenitori.

Come vede oggi la formazione e la scuola?

Vedo crescere le carenze, per questo ho creato “Progetto Donne e Futuro”. La famiglia ormai delega molto la formazione alla scuola. Per i più piccoli spesso viene delegata alle babysitter, spesso improvvisate. Non c’è più neanche il ruolo tradizionale dei nonni. La formazione che viene fornita dalla scuola, tuttavia, è molto poco pianificata: troppe riforme, una dopo l’altra e non portate a conclusione. I piani delle riforme scolastiche dovrebbero essere fatti con un respiro diverso e una visione precisa della formazione. Per queste ragioni, realtà piccole come la nostra possono fare molto. E’ solo un esempio e vorrei che fosse replicabile. Se lo fa uno, ripeto, lo possono fare in cento.

Che differenza trova tra i giovani di oggi, nati nell’era digitale, e quelli della sua generazione?

Abissale, perché è diventato diverso il codice comunicativo, e anche la forza fisica e la disponibilità di concentrazione sono diverse. Ma c’è una grande curiosità, che va coltivata e curata. Manca quel ruolo di cura e di attrattività che, invece, esempi come “Progetto Donne e Futuro” danno. Per coinvolgere e trascinare.


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