"Il problema che oggi sarà discusso e  che rimane il numero uno è quello delle risorse umane: per me è  incompatibile che, in una ripresa discreta ma non certamente  entusiasmante, noi manchiamo già di specialisti e tecnici di  avanguardia di cui avremo bisogno". Così Romano Prodi, ex presidente  della Commissione europea a margine della presentazione a Bologna del  Rapporto sull'ecomomia dell'Emilia-Romagna del 2017 realizzato in  collaborazione tra Unioncamere e Regione Emilia-Romagna con il  contributo di Nomisma ed Ervet.       

Per un salto in avanti - spiega Prodi -, quello che manca è "scuola,  scuola, scuola e un po' di .. scuola. La scuola crea anche il lavoro". Prodi ha fatto poi una riflessione sulla ripresa in Emilia-Romagna,  una regione che - ha commentato - "in questo momento va assai meglio  della media nazionale, soprattutto nei settori che, secondo me, sono  più italiani e più importanti per la ripresa, cioè macchine  strumentali, meccanica raffinata, alimentari e moda".       

"Va bene anche nelle esportazioni, tuttavia, intendiamoci - ha  precisato il professore -, non sto facendo salti di gioia perché, con  la crisi che abbiamo avuto, si dovrebbe andare assai più forte, però,  in termini relativi, qui c'è un'attrazione a investimenti nuovi, fatto singolare in Italia. Non solo acquisto di imprese emiliane, e questo  avviene per fortuna o purtroppo in tante parti d'Italia, ma proprio  investimenti nuovi. Quando pensiamo alla fabbrica nuova della  Lamborghini, a quella della Philip Morris, sono investimenti cospicui, fatti in concorrenza con altri Paesi".

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