"Ieri ho partecipato a un  incontro con una scuola a Roma e parlando con i ragazzi ho detto:  'sapete cosa è importante, che vi deve servire di esempio a tutti,  anche a chi fa politica? Il fatto che un ragazzo non ha avuto paura e  ha denunciato. Chiunque gira la testa dall'altra parte, secondo me fa  un danno a se stesso e agli altri'". Lo ha detto il ministro  dell'Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, parlando con i  giornalisti a Firenze in occasione dell'inaugurazione, alla Fortezza  da Basso, della fiera Didacta Italia, dedicata al mondo della scuola.     

   "C'è un senso civico, anche di responsabilità individuale - ha  aggiunto Fedeli - Certo che viene, se mi posso permettere, anche dopo  le responsabilità pubbliche, dopo di chi ha responsabilità  amministrative e di governo delle università. Non c'è dubbio, ma  girare la testa dall'altra parte è un danno grave".      

  Il ministro perciò ha elogiato il coraggio del ricercatore  anglofiorentino Philip Laroma Jezzi, dalla cui denuncia è scattata  l'inchiesta della Procura di Firenze sui concorsi truccati per la  cattedra di diritto tributario. "Invito chiunque conosca a denunciare  - ha esortato Fedeli - Ecco perché è particolarmente importante  rafforzare subito la figura interna agli atenei per la trasparenza  contro la corruzione, perché anche quella è una figura determinante:  deve essere indipendente e di alto valore, perché aiuti questo  processo di contrastare questa malattia che non vogliamo diventi  un'epidemia".        (

"Il rettore di Firenze è stata  una persona seria, gli ho parlato. Io sono d'accordo con lui, l'ho già detto 2 giorni fa: questa è una malattia che va sradicata, bisogna  andare fino in fondo". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione,  Università e Ricerca, Valeria Fedeli, parlando con i giornalisti a  Firenze in occasione dell'inaugurazione, alla Fortezza da Basso, della fiera Didacta Italia, dedicata al mondo della scuola, a proposito  dell'inchiesta della magistratura sui concorsi truccati negli atenei.      

  In particolare, Fedeli ha risposto a una domanda sulle parole  pronunciate ieri dal rettore dell'università di Firenze, Luigi Dei,  che sui recenti fatti di corruzione legati al mondo universitario ha  parlato di malattia e non di epidemia.