[caption id="attachment_21628" align="alignleft" width="150"] famigliari delle vittime di omicidi stradali[/caption]

Da anni, insieme a tanti familiari di Vittime e Associazioni, abbiamo manifestato, abbiamo fatto incontri pubblici e privati con deputati, senatori e anche magistrati. Siamo andati nelle scuole e continueremo a farlo per sensibilizzare i ragazzi. Siamo stati - e non è sempre facile per i familiari delle Vittime - in TV, a raccontare il nostro calvario, perché le persone si rendessero conto di cosa può provocare la mancanza di rispetto per le regole della strada in una famiglia. Perché si mettessero seduti al volante considerando un mezzo di trasporto un'arma bianca. Prima di noi altri si sono battuti e tutti hanno contribuito al raggiungimento di quello che forse non è il migliore risultato possibile, che deve e può migliorare, ma è un passo in avanti verso la civiltà e probabilmente verso strade un po' più sicure. Nonostante ciò già fervono le polemiche. L'unione, in Italia, è solo una illusione? Anche quando si tratta di difendere la vita?

Finalmente stiamo ottenendo un risultato. L'omicidio stradale sarà un reato a sè. E questo contribuirà a modificare l'approccio alla guida. Perché non saranno più incidenti, ma rati. Non saranno più incidenti ma omicidi.

Quando abbiamo cominciato a lottare, a batterci per l'introduzione del reato, già altri lo avevano fatto prima di noi ma il cambiamento culturale non era che un lumino lontano. Oggi è un faro. Perché alla fine è di questo che abbiamo bisogno. Le leggi, una volta approvate si possono migliorare. Non abbiamo vinto la guerra che fa migliaia di Vittime innocenti ogni anno, ma una battaglia importante l'abbiamo vinta! A tutti coloro che nei Palazzi o fuori dai Palazzi sono contrari diciamo questo: Comportatevi bene alla guida, non drogatevi e non ubriacatevi, non andate ad alta velocità e rispettate le regole e nessuno mai, nessun giudice potrà mai incolparvi di omicidio stradale! Ma soprattutto non avrete mai sulla coscienza la morte di una persona o l'invalidità di un'altra. La strada da fare è ancora lunga, ma ci sentiamo di essere fiere e contente di questo primo risultato concreto e importante. Fiere di tutto ciò che è stato fatto, da tutti quanti, senza mai cedere un istante.

Elisabetta Cipollone e Barbara Benedettelli

Elisabetta Cipollone è la mamma di Andrea de Nando, ucciso nel 2011 mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali con il fratello gemello. Barbara Benedettelli è saggista e attivista per i diritti delle Vittime, sono rispettivamente Vicepresidente e Presidente dell'Associazione Italia Vera.

Sì dell'Aula della Camera all'introduzione del reato di omicidio stradale. Tuttavia il testo approvato a Montecitorio con il no di Sel e l'astensione di M5S e Fi non è ancora legge: deve infatti tornare al Senato in quanto alla Camera ha subito delle modifiche rispetto a quello approvato a Palazzo Madama. Modifiche che vengono salutate positivamente dal viceministro Riccardo Nencini (che prevede il sì definitivo entro l'anno) e dal sottosegretario Cosimo Ferri, che hanno seguito l'iter del provvedimento.  Dunque l'omicidio stradale diventa un reato a sé, graduato su tre varianti. In particolare, resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell'ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi. Con le nuove regole  chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l'omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l'incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere .

Ecco le altre novità del testo approvato alla Camera.
LESIONI STRADALI. Aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l'incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

CONDUCENTI MEZZI PESANTI. L'ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

FUGA DEL CONDUCENTE. Se il conducente fugge dopo l'incidente scatta l'aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l'omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l'incidente è avvenuto anche per colpa della vittima.

REVOCA DELLA PATENTE. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali  viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l'omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

RADDOPPIO DELLA PRESCRIZIONE. Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l'arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta 'pesante' e droga). Negli altri casi l'arresto è facoltativo. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

PERIZIE COATTIVE. Il giudice può ordinare anche d'ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

 

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