La logica per cui avere tanti nemici significa essere sulla strada giusta è riaffermata da Luigi Di Maio. Ma se il concetto vale deve valere per tutto, anche per le 'magiiette rosse' che il vicepremier attacca insieme a tante altre voci. Per ogni manovra o evento criticato da molti dunque, si dovrebbe applicare questa legge che nulla ha di serio e razionale, e che ha come obiettivo cosciente o meno quello di delegittimare la critica e i pareri diversi. A meno che provengano dal potere oggi espresso da Lega e M5s. In realtà ogni iniziativa ha promotori e detrattori. Applicare la logica così pubblicizzata da DI Maio e Salvini non aiuta la ragionevolezza e la razionalità. Ma si sa la campagna elettorale continua e ogni mezzo pare funzionare. Il vicepremier ha infatti affermato

"Il decreto dignità che presto arriverà in  Parlamento continua ad essere attaccato da destra e da sinistra con le più fantasiose motivazioni possibili. Questo è il segnale che siamo  sulla strada giusta". Lo dice il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, sul Blog delle stelle.      

  "Da un lato abbiamo il partito che ha devastato i diritti sociali dei  lavoratori con l'introduzione del Jobs Act (leggete per esempio cosa  scrive il Presidente della Regione Toscana per spiegare il caso  Bekaert e che è passato alla storia per il condono miliardario della  vergogna ai signori delle slot machines). Dall'altro abbiamo  Berlusconi che si dice preoccupato per gli imprenditori. Lui che ha  creato Equitalia che ha devastato la piccola e media impresa italiana  si preoccupa per un provvedimento che elimina adempimenti burocratici  folli come lo spesometro, il redditometro e lo split payment per le  partite iva? Certo che no, è preoccupato perché non tuteliamo le lobby del gioco d'azzardo tanto care alle sue televisioni", prosegue.       

"Dire che il Decreto Dignità danneggia gli imprenditori perché tutela  i lavoratori vuol dire continuare a ragionare con logiche vecchie.  Abbiamo messo un freno al precariato perché stava rendendo  insopportabili le condizioni di vita per tantissime persone. L'Italia  fino all'approvazione del Decreto Dignità aveva molti meno vincoli per i contratti a termine rispetto a Francia, Germania e Spagna: tutte  nazioni che rispetto a noi negli ultimi anni sono cresciute di più.  Rendere incerta e instabile la vita delle persone non aiuta  l'economia, è un'ovvietà che abbiamo sancito con una legge", aggiunge.  

 E tornando al divieto di pubblicità sui giochi Di Maio  aggiunge: "è vero: forse vietando la pubblicità all'azzardo  nell'immediato perderanno dei soldi, ma lo Stato ha il dovere di  tutelare prima di tutto i suoi cittadini. Un milione di persone malate di azzardopatia sono una ragione più che sufficiente per intervenire  subito e con misure drastiche, infatti tutte le associazioni che si  occupano di questi temi sociali sono al settimo cielo".       

Comunque, "il decreto Dignità non risolve in un colpo i problemi degli italiani, ma è il primo passo che indica la direzione che seguiremo.  Prima i miliardi li spendevano per le banche e per aiutare le lobby  dell'azzardo, noi abbiamo cambiato le priorità: adesso li spenderemo  per rendere migliore la vita dei cittadini", conclude.    

E veniamo alle magliette rosse.  Sulle magliette rosse "dal Pd un festival  dell'ipocrisia". Così il vicepremier Luigi Di Maio "Con Don Ciotti non la pensiamo sempre allo stesso modo ma  sono sempre stati coerenti. L'iniziativa delle magliette rosse fa  parte della loro linea di pensiero che hanno sempre portato avanti con coerenza. Il problema è chi si è accodato alla storia delle magliette  rosse: il Pd che ha bombardato la Libia, che ha preso i soldi da  quelli che facevano business sull'immigrazione e che in Europa ha  svenduto i porti e la gestione dei porti per qualche punto di  flessibilità. Allora li è il festival e dell'ipocrisia", prosegue  chiarendo le critiche espresse da Alessandro Di Battista  all'iniziativa delle magliette rosse.            

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