"Allo Ior sono stati chiusi circa 4800 conti non in linea con la normativa antiriciclaggio vaticana. Ora non è in discussione il profilo degli utenti, ma i potenziali profili di anomalia delle transazioni sulle quali si attiva l'Aif". Lo spiega a Repubblica René Bruelhart, capo dell'autorità di vigilanza sulle Finanze del Vaticano.  "Più che il numero di rapporti che l'Aif ha inviato all'Ufficio del Promotore di Giustizia (Pg) vaticano - che sono alla base di indagini per potenziali casi di riciclaggio e di provvedimenti di congelamento di proventi di atti potenzialmente illeciti - mi preme dire una cosa del secondo rapporto di Moneyval". "In tre anni di intenso lavoro, con la collaborazione interna e il sostegno politico necessario, abbiamo posto in essere un sistema funzionante al fine di garantire la massima trasparenza nelle finanze della Santa Sede, incluso lo Ior". "L'Aif fa un lavoro di intelligence, segnala le attività che essa ritiene sospette. Si parla di sospetti e non di crimini. Spetta poi al Pg condurre le indagini e verificare. In questo lavoro Moneyval rileva come il tribunale vaticano abbia chiesto e ricevuto l'assistenza giudiziale reciproca (rogatorie) di altri Stati, e l'abbia a sua volta fornita. Ciò significa che si sta lavorando a livello sia interno che internazionale", aggiunge. Moneyval dice che da gennaio a settembre 2015 sono 329 le segnalazioni sospette. "Si tratta di segnalazioni dovute in larga misura al continuo esame dei conti dello Ior e relative a sospetti di evasione fiscale, truffa, inclusa la bancarotta fraudolenta, la corruzione o reati nel settore finanziario come l'aggiotaggio. In ogni caso, dopo la sua istituzione, l'Aif ha inviato tutte le segnalazioni di casi sospetti all'Ufficio del Pg, a seguito delle quali sono stati aperti 29 indagini su casi di potenziale riciclaggio. Nel frattempo il Pg ha congelato circa 11 milioni di euro, grazie anche alla normativa vaticana introdotta nel 2013".

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