''Auguro a questa città una classe dirigente che abbia attenzione al bene comune, è una frase forse fatta, però pensiamoci davvero. Chiunque vada al governo della città nell'esperienza di una elezione democratica, ci vada davvero''. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini.  Il nuovo sindaco di Roma, ha proseguito il card. Vallini, ''trovi anche collaborazione da parte dei cittadini, perché non basta essere eletti per risolvere tutti i problemi. Chi ha in mano la responsabilità della città farà la sua parte, la faccia bene, la faccia con coscienza, la faccia con spirito di servizio, ma poi anche i cittadini collaborino. Aiutiamo anche noi le istituzioni. Il supplemento d'anima attiene ad una dimensione più profonda, quella del cuore umano, dove se uno vive nella luce di Dio, certo si porrà in modo diverso. È quello che auguro di cuore alla mia città''. ''Uno dei mali fondamentali della città e dell'Occidente - ha sottolineato il card. Vallini - è la frammentazione. Si vive un po' nel proprio particolare, ognuno cura i suoi interessi e il tema del bene comune interessa pochi, se non pretendendolo dalle istituzioni, che certo hanno il dovere, ma è vero che il bene comune è frutto della cooperazione di tutti quelli che ne usufruiscono''.  L'invito alle formazioni politiche di cattolici, ha ribadito il card. Vallini, ''non è il nostro compito, credo che quella stagione sia definitivamente passata, ma questo non vuol dire neanche il disimpegno. I laici sono chiamati ad assumersi le responsabilità, in prima persona e in forma associata''.

''Mi piacerebbe che a Roma scomparissero i campi rom, ma non per emarginarli ulteriormente, ma perché queste persone che ormai vivono a Roma da generazioni non fossero ghettizzate in questi campi dove le istituzioni in qualche modo li aiutano, ma dove l'inserimento sociale stenta anzi non avviene''. ha dichiarato il card. Vallini che ha aggiunto ''Bisognerebbe affrontarlo senza preconcetti e senza pregiudizi ma dicendo: sono persone come noi. Non sono persone meno degne di me. Non dimentichiamo che apparteniamo noi privilegiati a quel terzo di mondo che avendo fatto poco ha avuto tutto e dovremmo restituire, o meglio fare in modo che altri raggiungano una serenità di vita''.  All'invito di Papa Francesco ad aprire e accogliere una famiglia d'immigrati nelle strutture diocesane della Capitale, ha osservato il card. Vallini, ''c'è stata una buona risposta, perché il Papa l'aveva detto già un'altra volta incontrando gli immigrati nella Chiesa del Gesù, un incontro preparato dal Centro Astalli. Le nostre strutture sono state generose, ma c'è da dire che noi non prendiamo alla rinfusa, ma attraverso le segnalazioni che avvengono attraverso le istituzioni nel rispetto delle leggi. Forse bisognerebbe semplificare la burocrazia per favorire l'accoglienza''.

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