Il nuovo arresto di mons. Lucio Vallejo Balda e i suoi rapporti con i giornalisti Nuzzi e Fittipladi, oltre che con Francesca Immacolata Chaouqui alla Cosea, sono stati al centro dell'interrogatorio dell'esponente vaticano che proseguirà anche domani mattina per il processo Vatileaks. All'avvocato Bellardini che chiedeva ragione del nuovo arresto del suo assistito, visto che il processo è per divulgazione di notizie e dunque per fatti avvenuti tra il marzo 2013 e il maggio 2015, il giudice ha risposto che l'inquinamento delle prove può avvenire anche in momenti successivi ai fatti commessi.  Vallejo ha confermato di aver consegnato alcuni documenti ai giornalisti e, in particolare, di avere passato 5 pagine con 87 password a Nuzzi, che gli consentivano così di avere accesso alla mail del monsignore e di conseguenza di aprire i documenti della Cosea. Alla domanda se fosse stato in qualche modo 'spinto' a consegnare questi documenti, Vallejo ha risposto di aver avuto "paura della mia incolumità e del mondo che c'era dietro alla Chaouqui" e ha riferito anche di un pranzo di lui e della donna con Luigi Bisignani, Paolo Berlusconi e Gianni Letta, "rendendomi conto della sua potenza". Ha invece smentito di aver consegnato anche documenti cartacei. Per quanto riguarda i rapporti con i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi, mons. Vallejo ha detto che gli sono stati entrambi presentati dalla Chaouqui ma che li ha poi visti separatamente. "Avevo la certezza morale che dietro Chaouqui ci fossero interessi illegittimi", ha sottolineato ricordando anche che lei gli aveva rivelato di essere la numero due dei Servizi segreti italiani e che addirittura, davanti a porta Sant'Anna, ingresso alla Città del Vaticano, avesse sentito la donna che con rabbia diceva "dobbiamo cercare aiuto e l'unico aiuto possibile è la mafia". Vallejo si descrive come "in una situazione priva di uscita: dietro Chaouqui c'era una mondo pericoloso". E quando ha detto a Fittipaldi di voler vedere sia lui che Nuzzi senza la Chaouqui, Fittipaldi gli avrebbe risposto: "Guarda che in questo mondo c'è anche Nuzzi". Vallejo ha aggiunto di aver "consegnato documenti ai giornalisti su sollecitazione e, qualche volta, spontaneamente". Ha anche ricordato di aver inviato una lettera nel luglio 2015 alla Segretaria di Stato Vaticana in cui si parlava di "problemi molto seri", ma senza entrare nei dettagli. Alla domanda su cosa sapessero i giornalisti di lui e, dunque, se fossero o meno nelle condizioni eventualmente di ricattarlo, Vallejo ha risposto in Tribunale Vaticano di essere "convinto che sapessero della mia vita, della mia famiglia, dei rapporti con i miei amici: per me come sacerdote era molto compromettente".

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