"Il non scegliere è già una scelta, ma in  questo modo l'amministrazione va al suicidio". A parlare  in merito al caos rifiuti nella Capitale è Paola Muraro, ex assessore  all'Ambiente della giunta Raggi. "Mi pare che di proclami ne siano già stati fatti abbastanza - aggiunge - Avendo una Tari così alta i  cittadini, che devono portare la differenziata nel cassonetto,  vorrebbero che poi venisse anche svuotato, cosa che in questo momento  non sta avvenendo: i romani sono costretti a tenersi la spazzatura a  casa".        "L'aumento dell'indifferenziata è un autogol dell'amministrazione, in  un anno e mezzo si poteva diminuire con i progetti che erano stati  presentati al mio assessorato direttamente dagli operatori Ama -  aggiunge - Bisogna dialogare di più, l'amministrazione M5S dovrebbe  ritornare un po' indietro e dialogare con la base".       

"La controversia tra Regione e Comune non porta a nulla se non a  generare grande confusione e irritazione dei cittadini che si vedono  presi in giro - prosegue Muraro - La Regione Lazio in realtà ha  individuato gli impianti disponibili, il Campidoglio deve fare  riferimento a questi. La capacità impiantistica di trattamento per  conferire i rifiuti nel Lazio c'è, non vedo dov'è il problema". "Gli  operatori dell'Ama ce la stanno mettendo tutta ma il problema è che si vede che manca una regia che pensi a una soluzione - sottolinea Muraro - In questo momento c'è solo un rimpallo politico che non fa bene alla città". 

"La campagna elettorale non deve basarsi sulle criticità alle spalle dei cittadini, ci vuole senso di responsabilità - aggiunge Muraro - Forse si paga lo scotto di non conoscere né l'azienda né le  parti critiche delle periferie". "Se poi Roma viene considerata solo  nel suo centro storico allora l'amministrazione ha fallito nel suo  intento, io spero che non sia così - aggiunge - Mi auguro che  l'assessore capisca che non è una diatriba tra Regione e Comune e che  le soluzioni ci sono. Gli operatori Ama stanno lavorando molto anche  in fase propositiva, se ascoltassero di più queste persone,  tecnicamente anche più preparate di chi viene da fuori città, sarebbe  meglio".       

Muraro commenta anche la retromarcia del Campidoglio sull'Emilia  Romagna. "Spero che abbiano fatto retromarcia perché si sono resi  conto che la capienza degli impianti nel Lazio c'è, spero che si vada  su questa strada e non sul tritovagliatore di Ostia, che anche a detta degli operatori può risolvere il problema giornaliero, quindi in modo  parziale e a scapito dell'operatività stessa, perché lavorare con un  impianto del genere in un'area aperta va a scapito anche della salute  dei lavoratori".      

  "Se si mettono da parte i proclami e le lotte politiche e si ascoltano gli operatori la soluzione c'è, ma non vogliono vederla - conclude -  Basta andare a vedere sul sito della Regione le autorizzazioni agli  impianti presenti che lavorano nel Lazio e fare gli accordi dovuti".    

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