La povertà in Europa si mantiene stabile  nel 2016 rispetto al 2015, con un'incidenza pari al 23,5% della  popolazione (118 milioni di individui a rischio di povertà o  esclusione sociale). In Italia la popolazione a rischio di povertà o  esclusione sociale è pari al 30% (18.136.663 individui), in aumento  rispetto all'anno precedente. Il valore italiano si mantiene inferiore a quello di Bulgaria, Romania, Grecia e Lituania, ma è di molto  superiore a quello di Francia (18,2%),Germania (19,7%) e Regno Unito  (22,2%).      

  E' quanto emerge dal 'Rapporto SDGs 2018' dell'Istat che propone un  aggiornamento e un ampliamento degli indicatori per il monitoraggio  dei 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030  (Sustainable Development Goals - SDGs),insieme a un'analisi del loro  andamento tendenziale.       

In base alla strategia Europa 2020 - si legge nel rapporto - l'Italia  dovrebbe far uscire 2,2 milioni di persone dalla condizione di povertà ed esclusione sociale, rispetto al valore registrato nel 2008  (15.082.000 individui pari al 25,5% della popolazione residente):  l'obiettivo è, quindi, quello di ridurre a 12.882.000 unità le persone in questa condizione entro il 2020.  

- L'indicatore di povertà o esclusione sociale corrisponde alla quota di persone che presentano almeno una delle seguenti  situazioni: 1) sono a rischio di povertà di reddito, 2) sono  gravemente deprivate materialmente, 3) vivono in famiglie con una  molto bassa intensità lavorativa.       

Nell'analisi del Goal 1 (Povertà zero),il rapporto rileva che la  povertà di reddito riguarda il 20,6% della popolazione (in aumento  rispetto al 19,9% del 2015),la grave deprivazione materiale il 12,1%  (dall'11,5%) mentre la quota di chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa è del 12,8% (dall'11,7% del 2015).  

Le disparità regionali sono molto ampie - sottolinea  l'Istat - sia per l'indicatore composito sulla povertà o esclusione  sociale, sia per i tre indicatori in cui si articola. Il Mezzogiorno  presenta i valori maggiori per tutti e quattro gli indicatori: è a  rischio di povertà o esclusione sociale quasi la metà degli individui  (46,9%) contro uno ogni cinque del Nord (19,4%).       

Nel 2017 si stima siano 5 milioni e 58mila gli individui in povertà  assoluta (8,4% della popolazione). Le condizioni dei minori rimangono  critiche: l'incidenza di povertà assoluta tra di essi è pari al 12,1%; in peggioramento la condizione di giovani, adulti e anziani.     

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