Un accenno, talvolta commuovendosi, alla "straordinaria varietà e qualità delle persone che hanno segnato  questi primi 10 mesi di Direzione del Dipartimento". Il Capo della  Polizia, Franco Gabrielli, ha voluto ricordare, intervenendo alla  celebrazione del 165° anniversario della Polizia, alcune storie  custodite "tra le cose care" e che "costituiscono la molla  motivazionale per portare avanti questo processo di cambiamento".       

"In primo luogo -ha detto- ricordo i tanti volti dei nostri poliziotti in quiescenza che, attraverso la meritoria attività dell'Associazione  Nazionale della Polizia di Stato, non hanno mai reciso il cordone  ombelicale con la nostra Amministrazione, continuando, con entusiasmo, a svolgere un servizio utile alla collettività. E poi penso a Maria  Grazia, fresca Vice Sovrintendente, che prima di lasciarci, all'esito  di una malattia crudele e inesorabile, ha chiesto ed ottenuto di  essere tumulata con la nostra uniforme e con i segni distintivi della  agognata qualifica".       

"Penso a Mario, che oggi premieremo e che, qualche mese fa, per  disinnescare un ordigno ha subito gravi ed irreversibili menomazioni  fisiche. Ebbene -ha aggiunto Gabrielli- l'unica determinazione di  Mario è di continuare a prestare servizio nei ruoli ordinari, anche se parzialmente idoneo, rinunciando a tutti i possibili benefici  economici connessi invece ad una eventuale riforma"

"Penso a Gaetano, che ho incontrato a Maglie, non più in servizio attivo perché il suo corpo è ormai prigioniero della SLA, che attraverso un sintetizzatore vocale e con una disarmante luce negli  occhi mi ha partecipato il Suo amore per la nostra cara Polizia, che  nonostante tutto continua ad essere ancora la Sua. E penso a Giovanna, Assistente Capo in servizio presso la Questura di Latina, alla quale  il terremoto ha strappato gran parte del suo passato, del suo presente e del suo futuro. Sotto le macerie di Amatrice, in quella tragica  notte del 24 agosto scorso -ha ricordato Gabrielli- sono rimasti  sepolti i genitori, il marito, anch'egli nostro collega, e i suoi  meravigliosi figli, appena adolescenti".       

in questi mesi Gabrielli ha incontrato "molte volte Giovanna,  circondata dall'affetto dei colleghi e assistita da una nostra  straordinaria psicologa, che la stanno accompagnando in un progressivo ritorno ad un quotidiano ''sostenibile''. Eppure, credetemi, alla fine di ogni incontro, all'esito di ciascuna chiacchierata, ho sempre avuto la convinzione di aver ricevuto da Giovanna molto più di quanto le  abbia dato. Perché, seppur fisicamente minuta ed apparentemente  fragile, Giovanna riesce a trasmette in tutti coloro che le stanno  vicino una non comune forza d'animo".      

  "Sono solo alcune storie della mia gente. Questa -ha concluso- è la  famiglia di cui orgogliosamente faccio parte. Una famiglia composta da persone ordinarie che fanno cose straordinarie, senza clamore, senza  apparire sulle prime pagine dei giornali. Persone che con onore e  disciplina svolgono il proprio lavoro che è prima di tutto una  missione civile".       

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