"Sono troppo indignato in questi giorni. Non riesco a trovare pace per questa ulteriore ingiustizia che si è  abbattuta come una pietra istituzionale sulla nostra città". Comincia  così un lungo post del sindaco di Napoli Luigi de Magistris sulla  situazione dei debiti "di circa 100 milioni contratto dallo Stato nel  1981 con il commissariamento post-terremoto, cosiddetto CR8" e "di  circa 60 milioni del commissariamento dello Stato sull'emergenza  rifiuti di circa 10 anni fa".       

"Ho ereditato 7 anni fa - ricorda de Magistris - una città  sostanzialmente in dissesto. Ci siamo caricati una croce quasi  impossibile da sopportare. Tra le infinite cose che abbiamo dovuto  affrontare abbiamo lavorato tantissimo sulla finanza locale, sui  conti, sui bilanci. Più superavamo ostacoli e più ce li mettevano,  come un videogioco istituzionale crudele, per far male a noi, alla  città, ai suoi abitanti. Per farci andare in dissesto, senza avere il  coraggio di ammetterlo".       

Ma "non abbiamo mai mollato, perché amiamo Napoli e sappiamo di essere dalla parte della giustizia e della legalità costituzionale. Abbiamo  eliminato consulenze esterne, tutti gli sprechi, le spese inutili. E  quando ormai non sanno più come diavolo fare per fermare la  rivoluzione napoletana, sapendo che finalmente possiamo accelerare  avendo risanato i conti, ti fanno cadere addosso due meteoriti  istituzionali".     

- Il Governo, ricorda de Magistris, "si è impegnato per  giovedì, dopo mesi e mesi di incontri, scontri e lotte, a intervenire  affinché si possa definire la questione del debito e del pignoramento. Vediamo se è la volta buona. Ma non finisce qui perché nel frattempo  la Corte dei Conti, per questi debiti che non ci appartengono per  nulla e che correttamente abbiamo gestito nel redarre il bilancio in  contestazione, ci applica, con un provvedimento infondato ed ingiusto, la sanzione. Avremo, quindi, un taglio dei trasferimenti pari alle  somme che lo Stato non ha pagato per i due debiti. Quindi dobbiamo  pagare noi allo Stato la somma che lo Stato non ha pagato".        

De Magistris lo definisce "il gioco delle tre carte sulla pelle dei  cittadini napoletani. I ladri rimangono impuniti e le guardie  pagano". Gli obiettivi da raggiungere subito, conclude de Magistris,  "sono due: eliminazione immediata del pignoramento perché siamo  rimasti senza acqua, pane e ossigeno. E su questo fondamentale è  l'impegno che si è assunto il presidente del Consiglio. In settimana  si deve chiudere questa partita. Secondo obiettivo: necessaria una  legge sul debito storico, illegittimo ed odioso nei confronti della  popolazione. Non possiamo pagare sanzioni incostituzionali ed  ingiuste. Ci vuole una legge, subito".

CONDIVIDI