"Dal sindaco protervia e falsità per  nascondere la verità dei fatti su bilancio e debito Cr8, mentre la  sua incapacità di governo mette in ginocchio la città, rischiando di  vanificare per ennesima volta sforzi del governo per Napoli". Lo  dichiara Valeria Valente, neo d?eputata del Partito democratico e  anche consigliere comunale di Napoli del Pd."Sono necessarie parole  definitive di verità e chiarezza - spiega Valente - il Governo ieri ha semplicemente mantenuto i propri impegni".      

  "Si era impegnato fin dal 2016 - ricorda - a onorare parte del debito  Cr8 come è previsto dalla legge, e da subito aveva dichiarato che  avrebbe versato materialmente la somma spettante appena fosse stata  definita la ripartizione delle quote di rispettiva competenza  Comune-Stato. II Governo quindi avrebbe pagato la propria quota già 2  anni fa, evitando anche il primo pignoramento nell'estate 2016 da  parte del Consorzio, se solo de Magistris avesse riconosciuto il  debito tempestivamente invece che un anno dopo, addirittura il 28  giugno 2017".  

"Il fatto che il Comune doveva obbligatoriamente  inserire nel proprio bilancio l'intero importo del debito Cr8, 85  milioni di euro, e non soltanto la propria quota - prosegue - è  dimostrato proprio dal fatto che, anche se tardivamente, lo ha  riconosciuto".Secondo Valente "la pesantissima sentenza confermata in  via definitiva dalla Corte dei Conti, che condanna il Comune di Napoli a una serie di sanzioni tra cui quella pecunaria pari all'importo  dello sforamento del saldo di bilancio, non è conseguente soltanto al  mancato riconoscimento debito Cr8 come continua a dire il sindaco, ma  a tutti i debiti fuori bilancio di competenza del 2016".       

"La sua scelta deliberata di non prevedere le necessarie coperture in  bilancio di questa massa debitoria - ribadisce Valente - ha esposto la città a pesantissime conseguenze finanziarie che si riverseranno  interamente sui servizi e sulle opere pubbliche per i cittadini.  Riuscirà adesso il sindaco 'della legalità' nel triplo salto mortale,  arrivando a sostenere che non solo esistono leggi che si possono non  applicare a sua discrezione, ma anche sentenze che si possono non  rispettare?", conclude Valente.  

CONDIVIDI