Il problema in Campania "sono i  roghi dei rifiuti smaltiti illegalmente: se non si interviene in  maniera capillare e integrata su questo, colpendo la filiera che parte dalla produzione a nero fino a chi illegalmente brucia recuperando  materiali che poi andranno rivenduti, tutto il resto non serve  praticamente a niente. Le proposte messe in piedi in questi giorni  sono solo vecchi provvedimenti che non hanno mai portato a nulla". Lo  afferma all'Adnkronos Salute Paola Dama, fondatrice della 'Task Force  Pandora per la terra dei fuochi' e ricercatrice in oncologia  molecolare e farmacologia all'Università di Chicago, che commenta cosi il protocollo d'intesa sulla Terra dei fuochi firmato dal premier  Conte e da sette ministri ieri a Caserta.       

"La Campania è una regione che si alimenta di emergenze da almeno un  ventennio, per cui siamo abituati ormai ad assistere a continue  passerelle, futili provvedimenti, spreco di denaro pubblico, semplici  contentini che servono a calmare una cittadinanza terrorizzata e  fomentata - avverte la ricercatrice - anche dai media che continuano a non voler ascoltare persone preparate e competenti. O semplicemente  sono ingannate da medici e scienziati ignoranti e soprattutto  disonesti. Non abbiamo bisogno di alcuna sicurezza sanitaria che sia  fuori dall'ordinario. Una volta si negava addirittura l'esistenza -  sottolinea Dama - oggi si nega l'efficienza della rete regionale del  Registro tumori perché i dati non piacciono alle madri di associazioni che sono praticamente nate fondandosi non su dati scientifici, ma su  menzogne. E' veramente incredibile voler sostituire il compito del  Registro dei tumori con quello dei medici di base".      

  Secondo la fondatrice della Task Force Pandora per la Terra dei  fuochi, che vede schierarsi su questo fronte anche il presidente della Regione Campania De Luca che ha polemizzato contro la gestione degli  screening, "un dato epidemiologico corretto è fatto di dati incrociati provenienti da diverse fonti a cui ha accesso solo il Registro. I dati che oggi abbiamo sono puntuali e integrati con i dati ambientali, per  cui possiamo esattamente individuare i luoghi in cui si presentano  delle criticità - precisa - Si continuano a lanciare proposte su  screening di massa di sangue e capelli, si parla addirittura di  pillole che disintossicano dai metalli pesanti come cure sostitutive  alla chemioterapia. La Regione dovrebbe efficacemente intervenire  sull'educazione sanitaria e quindi sulle strutture sanitarie e  promuovere gli screening riconosciuti nei Lea, in Campania l'adesione  è bassissima".    

- Ma esistono studi scientifici sui rischi dei  termovalorizzatori e degli inceneritori? "Sono centinaia gli studi  prodotti a livello globale sull'argomento, ma bisogna far distinzione  tra inceneritore e termovalorizzate, ovvero impianti di recupero di  energia. Sull'attività di termovalorizzazione di rifiuti, pur  contribuendo come tutte le combustioni alla emissione di particolato  ultrafine - risponde Dama - dagli studi prodotti non emergono rischi  particolari. Chiaro che bisogna riferirsi agli impianti di nuova, e  quindi migliore, tecnologia. Non esiste comunque un unico canale di  trattamento buono per tutti i tipi di rifiuti. Il ciclo virtuoso è  quello che individua il metodo di recupero-smaltimento più efficace e  vantaggioso per ciascuna tipologia. L'ideale sarebbero azioni  coordinate tra raccolta, riciclaggio e recupero energetico".      

  Perché dopo anni di emergenza sulla Terra dei fuochi manca ancora una  vera strategia per risolvere il problema? "È facile immaginare che  l'emergenza porta a grandi benefici economici a tutti i livelli e non  solo a quello politico-amministrativo. La nostra Regione, ma l'Italia  stessa, è vittima di un presunto associazionismo a favore  dell'ambiente - avverte Dama - La verità sta appunto nel fatto che sul fenomeno della Terra dei fuochi si scaricano giochi di potere e affari loschi e questo ha portato in questi anni a violentare il nostro  territorio con problemi fasulli che hanno di fatto depistato dalle  vere criticità territoriali e priorità di intervento. Ricordiamoci che il Piano Regionale dei rifiuti è ancora inefficiente".      

  La Task Force Pandora, "gruppo di studio formato da tecnici e  scienziati volontari, ha fin da subito individuato nei roghi il  principale problema - conclude la ricercatrice - Già nel 2014 abbiamo  illustrato la quantità di dati su monitoraggio esistenti, le zone da  mettere in sicurezza e quelle da bonificare. Abbiamo addirittura a  riguardo una proposta di legge depositata e rimasta chiusa nei  cassetti della Regione. Oggi siamo nel 2018, abbiamo perso tempo,  risorse umane ed economiche a danno degli italiani".       

CONDIVIDI